[ Incidentalità stradale 2007 ] analisi

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[ Incidentalità stradale 2007 ] analisi

Messaggio da Federico Autotecnica » 21/11/2008, 19:16

Stavo leggendo l'analisi provinciale sull’incidentalità stradale Anno 2007....
ho estrapolato questi dati significanti a mio parere.


Milano
Incidenti 25.662 Morti 244 Feriti 34.137

Bergamo
Incidenti 3.057 Morti 84 Feriti 4.112

Brescia
Incidenti 4.063 Morti 131 Feriti 5.739


Notate come Milano svetti con incidenti e feriti, ma come rapportati a Brescia e Bergamo i morti siano di gran lunga inferiori...
Questo secondo voi per quale motivo ?
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Re: [ Incidentalità stradale 2007 ] analisi

Messaggio da ottobre_rosso » 22/11/2008, 2:56

mah... suppongo che l'alto nº di incidenti sia dovuto all'elevato traffico presente a Milano e hinterland, mentre il "basso" (inteso come rapporto rispetto ai sinistri) nº di morti si possa spiegare col fatto che la velocità media sia più bassa che non a Bergamo o Brescia. Questo spiegherebbe il fatto che ci sia un rapporto di incidenti pari a 8:1, mentre i morti sono 3:1. Curioso notare come, d'altro canto, il rapporto feriti schizza a oltre 8:1
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Re: [ Incidentalità stradale 2007 ] analisi

Messaggio da Nostromo » 22/11/2008, 9:42

Concordo con Ottobre.
A Milano c'è molto traffico e si rallenta spesso (semafori, rotonde, ecc) mentre in provincia c'è meno traffico e anche all'interno dei confini comunali ci sono molti tratti stradali extraurbani; quindi in generale si va più forte.
Quindi a Milano si verificano moltissimi incidenti di lieve entità, e si contano anche quelli, mentre fuori una buona parte di incidenti sono molto violenti a causa delle velocità elevate.
Per chi avesse dei dubbi sul fatto che la prima causa degli incidenti, ma soprattutto delle loro gravi conseguenze, sia la velocità.

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Re: [ Incidentalità stradale 2007 ] analisi

Messaggio da SirEdward » 22/11/2008, 15:20

A Milano c'è molto traffico e si rallenta spesso (semafori, rotonde, ecc) mentre in provincia c'è meno traffico e anche all'interno dei confini comunali ci sono molti tratti stradali extraurbani; quindi in generale si va più forte.
Potrebbe contare anche la differente distribuzione delle persone fra città e zone extraurbane? In zone meno densamente popolate ci potrebbero essere meno incidenti, ma statisticamente più gravi, mentre in città aumenta il numero di urti e contatti anche piccoli a causa della densità di popolazione.

Poi certo anche la velocità conta tantissimo.
Quindi a Milano si verificano moltissimi incidenti di lieve entità, e si contano anche quelli, mentre fuori una buona parte di incidenti sono molto violenti a causa delle velocità elevate.
Per chi avesse dei dubbi sul fatto che la prima causa degli incidenti, ma soprattutto delle loro gravi conseguenze, sia la velocità.
Per me invece questo dimostra che la velocità è causa delle gravi conseguenze degli incidenti, non degli incidenti stessi. Altrimenti Milano dovrebbe avere relativamente pochi incidenti rispetto a città più piccole.

Guardiamo gli incidenti per abitante: Bergamo 1.050.000 ca. di abitanti. Brescia 1.200.000 ca. Milano 3.100.000

Gli incidenti per abitante sono: Milano 25.662 incidenti / 3.100.000, uguale 0,0083 ca. incidenti per abitante. Bergamo 3057 /1.050.000, uguale 0,0030 ca. incidenti per abitante. Brescia 4063 / 1.200.000, uguale 0,0034 ca. incidenti per abitante.

Il maggior numero di incidenti si verifica in città, dove il numero di veicoli è più elevato e dove l'abilità di guida e l'attenzione necessarie sono maggiori. Ma dove la velocità, sia media che di punta, è minore. Il numero di incidenti, nelle province meno popolate, dove la velocità media è più alta, è inferiore.

Il numero di incidenti è determinato dalla densità di utenti della strada, dalle capacità di guida necessaria per quel tratto di strada e dall'attenzione richiesta durante la guida, non dalla velocità.

La velocità determina invece con sicurezza le conseguenze degli incidenti, più o meno gravi.

Per ridurre gli incidenti non è necessario ridurre la velocità, ma migliorare le strade, ridurre i punti pericolosi, migliorare le competenze di guida delle persone, migliorare l'attenzione di TUTTI gli utenti della strada, creare segnali chiari, ridurre la densità di utenti della strada. Ridurre la velocità è solo il palliativo che si usa quando non si riesce a risolvere a monte il problema e allora si agisce sulle conseguenze, riducendo, perlomeno, i danni.

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Re: [ Incidentalità stradale 2007 ] analisi

Messaggio da Nostromo » 22/11/2008, 16:05

andare forte limita la possibilità di successo di eventuali manovre evasive, perchè quando ti sei accorto del pericolo ormai non puoi fare più nulla; e se anche avessi riflessi da record, lo spazio occorrente all'auto per spostarsi o fermarsi è determinato dalla velocità.
Se ad esempio all'improvviso uno che fa retromarcia ti si para davanti a 25m di distanza, se vai a 40 all'ora riesci a fermarti o rallentare e scansarlo, se vai a 70 ti ci schianti addosso. ma questa è esperienza comune.
a Milano ci sono tanti incidenti nonostante le velocità relativamente basse perchè ci sono tante auto, basta distrarsi un secondo e sbatti contro un'altro veicolo. Più di una volta ho sentito conoscenti da fuori provincia passeggeri nella mia auto dire "ma come fate a guidare con sto casino? io non ci riuscirei mai...". Ma è solo questione di abitudine.
E Milano non è certo il peggio in Italia; come indisciplina (associata a traffico sostenuto) forse il peggio è Napoli, ma come congestione da traffico in assoluto Roma è inarrivabile. Una città realmente ammorbata da un cancro a quattro ruote. :(
I peggiori incidenti urbani degli ultimi mesi sono avvenuti quasi tutti a Roma.

Però c'è da dire una cosa: a Napoli si guida in modo "filosofico", cioè spesso le norme definite dalla segnaletica vengono ignorate, ma si passa e si lascia passare: un pò io e un pò tu, e si va d'accordo. Se hai lo stop e mi tagli la strada "vabbuò, a prossima volta passo io...". Mi sembrano meno stressati dei "colleghi" milanesi.
A Milano invece si rispettano cartelli e semafori, ma se non lo fai ti sbranano; non c'è pietà per chi vuole fare il furbo, ne per chi esita, va piano, non sa la strada o si ferma far scendere un anziano malato davanti alla clinica :x Si, siamo dei bastardi, e andiamo sempre di fretta. Non tutti però... :angel
Sapete come è l'automobilista milanese medio? Come Giole Dix: sempre, costantemente, inc..zato come una bbbestia!! :lol:

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Re: [ Incidentalità stradale 2007 ] analisi

Messaggio da SirEdward » 22/11/2008, 16:23

andare forte limita la possibilità di successo di eventuali manovre evasive.
Sì, ma l'incidente è causato dalla necessità di fare manovre evasive, non dalla velocità. Anche avere gomme più strette limita la possibilità di successo di eventuali manovre evasive. Anche avere 70 anni limita (di solito) la possibilità di eventuali manovre evasive. Eppure nessuno pensa che, per legge, bisognerebbe avere gomme più larghe o essere giovani. Lo stesso vale per la velocità.

Quello che causa gli incidenti non è la velocità, ma la velocità eccessiva rispetto alle condizioni e alla situazione. Non è la velocità a causare incidenti, ma la capacità di valutazione delle persone e la distrazione (sia di chi guida, sia degli altri).

Imponendo limiti più bassi non riduci gli incidenti perché riduci la velocità, riduci gli incidenti perché riduci il limite oltre il quale la distrazione e gli errori di valutazione hanno conseguenze gravi.

Penso all'autostrada: In autostrada le velocità medie sono superiori, eppure il numero di incidenti non è più alto che in città. Perché le autostrade sono pensate per velocità superiori, e adattate allo scopo, così come le regole di circolazione.

Tutte gli esempi sotto confermano, secondo me, questo pensiero:
, perchè quando ti sei accorto del pericolo ormai non puoi fare più nulla;
Se ci si accorge del pericolo troppo tardi per poter fare qualcosa, l'errore è di valutazione. La velocità è troppo alta per quel tipo di situazione, non "la velocità è troppo alta, punto".
e se anche avessi riflessi da record, lo spazio occorrente all'auto per spostarsi o fermarsi è determinato dalla velocità.
Nonostante tutto non è la velocità a causare l'incidente, è l'errore di valutazione del conducente. O dell'altra persona (a seconda dei casi).
Se ad esempio all'improvviso uno che fa retromarcia ti si para davanti a 25m di distanza, se vai a 40 all'ora riesci a fermarti o rallentare e scansarlo, se vai a 70 ti ci schianti addosso. ma questa è esperienza comune.
Andare a 70 in un parcheggio è un errore di valutazione, non di velocità, così come uscire da un parcheggio senza guardare è un errore di valutazione e di attenzione.

La velocità peggiora solo il risultato. Se a 40 all'ora l'errore non porta danni significativi, a 70 all'ora lo stesso errore provoca un incidente con una serie di conseguenze.

Ma l'incidente rimane un errore umano. La velocità non causa gli incidenti, sottolinea gli errori e li rende più gravi.

P.S. Non significa che debba essere lecito andare a 100 all'ora in una zona pedonale, ma che la velocità corretta da tenere in una città dipende dalle persone e dalla strada, non dalla velocità in sé. Se per esempio si costruiscono strade strette e tortuose per fare in modo che la gente vada più piano, non si migliora la sicurezza in senso assoluto. si riducono solo i danni causati dagli incidenti. Non è certo poco, ma non illudiamoci che sia tutto lì. Se abbassiamo i limiti di velocità, ma conducenti e pedoni non sono attenti, ad esempio, le persone continueranno a essere investite. Avremo fatto sicuramente un passo avanti, ma continueremo a chiederci se andare a 5 km/h sia più sicuro di andare a 30 all'ora, e continueremo a dire che 30 all'ora è una velocità troppo elevata e abbasseremo i limiti. Tanto vale imporre per legge di non uscire di casa, si potrebbe inciampare e slogarsi una caviglia.

Inoltre ridurre le velocità medie aumenta il tempo buttato in spostamenti, aumenta lo stress, diminuisce il benessere. Meglio dei morti per le strade, certo. Ma perché non possiamo avere meno morti senza diminuire le velocità medie? E' possibile, solo più faticoso e meno semplicistico che ridurre la velocità tout court.

Abbassare il limite di velocità o le velocità medie è uno strumento che può essere molto utile, ma se è l'unico rimedio in favore della sicurezza, è solo un modo per non affrontare i problemi veri. E' come se uno avesse una carie a un dente, e invece di andare dal dentista a farsi curare si limitasse a mangiare solo dall'altra parte. Il dolore cala, ma il problema non si risolve affatto, anzi, peggiora. Mi dispiacerebbe che succedesse così anche con le strade.

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Re: [ Incidentalità stradale 2007 ] analisi

Messaggio da Nostromo » 22/11/2008, 20:01

SirEdward ha scritto:La velocità non causa gli incidenti, sottolinea gli errori e li rende più gravi.
Ottima sintesi.
il traffico perfetto non esiste purtroppo, errori di valutazione (e a volte comportamenti criminali) sono molto diffusi, e l'unico modo per limitare le conseguenze è limitare la velocità. immagina di camminare bendato in una appartamento, quale comportamento attui per evitare di farti molto male? vai piano, perchè sai che la possibilità di urtare qualcosa non è remota.

Per quanto mi riguarda i limiti attuali sono fin troppo bassi, ma gli incidenti gravissimi con tanti morti non sono causati da chi li supera di 5 Km/h, ma di chi corre come un pazzo.
Ricordo un incidente su una statale in Piemonte l'anno scorso, schianto di notte contro un platano, quattro morti giovanissimi. Valore indicato dal tachimetro rimasto bloccato: 190 Km/h, su una statale!
Questi sono i comportamenti da stroncare con forza, è in questi casi (pur essendo questo un estremo) che la velocità è davvero un killer.

Andare come lumache non serve, esistono velocità corrette per ogni situazione come dici giustamente; ma resta il fatto che quando l'imprevisto si materializza, qualunque ne sia la causa, quello che indica il tuo tachimetro puà salvarti o condannarti.

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Re: [ Incidentalità stradale 2007 ] analisi

Messaggio da Federico Autotecnica » 23/11/2008, 13:04

Nostromo ha scritto:resta il fatto che quando l'imprevisto si materializza, qualunque ne sia la causa, quello che indica il tuo tachimetro puà salvarti o condannarti.
Questa è da incorniciare :ok
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Re: [ Incidentalità stradale 2007 ] analisi

Messaggio da SirEdward » 23/11/2008, 17:21

Se vogliamo aumentare la sicurezza, dobbiamo ridurre questi imprevisti e le possibilità che si verifichino. Ridurre la velocità è solo un palliativo.

E' come una strada con una curva pericolosa. la soluzione non è ridurre la velocità per legge, è cambiare il raggio della curva. Se c'è un incrocio pericoloso, la soluzione non è ridurre la velocità per legge, è mettere un semaforo o fare una rotonda, o rifare l'incrocio. Se c'è un attraversamento pedonale poco visibile, la soluzione non è ridurre la velocità, è renderlo ben visibile e insegnare agli automobilisti a fermarsi e ai pedoni a guardare.

Una strada in cui si deve andare a 20 km/h perché altrimenti si rischia l'incidente (per qualunque motivo) è una strada pericolosa. Se mettiamo il limite a 10 km/h, abbiamo una strada pericolosa che in più fa anche perdere un sacco di tempo e intasa il traffico. Dovremmo cercare il più possibile di fare in modo che quella stessa strada non sia pericolosa anche se affrontata a 60 km/h.

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Re: [ Incidentalità stradale 2007 ] analisi

Messaggio da ottobre_rosso » 23/11/2008, 18:51

FEDELELLA ha scritto:
Nostromo ha scritto:resta il fatto che quando l'imprevisto si materializza, qualunque ne sia la causa, quello che indica il tuo tachimetro puà salvarti o condannarti.
Questa è da incorniciare :ok
vero, :wink: . Ricordiamoci, però, che la velocità è determinante tanto quanto le condizioni stradali e della vettura (stato pneumatici e dotazione sicurezza a bordo).
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