Maggio: ritorna il bollettino di guerra

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pacotom
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Maggio: ritorna il bollettino di guerra

Messaggio da pacotom » 15/05/2009, 9:30

PREMESSA: LE STRAGI DI PRIMAVERA
Ogni anno, appena arriva la bella stagione, le cronache si riempiono di stragi annunciate, purtroppo frettolosamente liquidate come un fatto statistico: ovvio che, essendoci più moto e bici in giro, l'incidentalità cresce in misura proporzionale. Ho perso diversi amici, l'ultimo lo avevo appena conosciuto, a Roma, in uno dei miei ultimissimi viaggi, 24 anni, bravo pistaiolo ma prudentissimo in città. 1 mese dopo se n'era andato sul GRA, falciato da un'auto impazzita. E di tanti altri ho avuto notizie dai giornali, da amici, dai forum... Ho lasciato la moto nel 98, per impossibilità fisica, dopo averci passato sopra 25 anni entusiasmanti, mi chiedo che cosa c'entro io con quell'ambiente.
Poi ricordo che, per lavoro prima, per interesse personale poi, mi occupo di sicurezza stradale da almeno 22 anni, da quando quell'estate dell'87 fui chiamato di notte dalla pattuglia del commissariato che era andata a rilevare un mortale e mi pregava di raggiungerli perchè stavano arrivando i familiari ed era meglio che gli parlassi io.
Un Tenerè appena adagiato accanto a un paletto di cemento di una vigna, poco distante un 22 enne esanime dal volto troppo grigio con un rivoletto di sangue che gli colava da un lato della bocca e, forse, da un orecchio, il casco l'aveva, ma evidentemente non gli bastò, fece tutto da solo, con quel regalo della maturità, tirò dritto e finì proprio su quel palo. Vedere arrivare un padre sconvolto e incredulo che si maledice per avergli comprato la moto è un'esperienza tristissima, gli amici lo trattengono ma lui vuole vedere il suo ragazzo, dice che se gli parla si sveglia, si alza, lo fa da anni, tutte le mattine...
Racconto questa perchè fu la prima, in seguito ne ho viste tante e il mio compito principale era di coordinare le operazioni (rilievi, medico legale, avviso al magistrato, comunicazioni e, naturalmente, dare la notizia alle famiglie, ogni volta tornavo a casa col cuore microscopico "Non mangi?", "No grazie..."
Da allora mi sono sempre chiesto cosa bisogna fare, come possiamo fare tutti noi per dare una mano, sensibilizzare, agire. Parlo e scrivo di sicurezza stradale, ci ho fatto studi, ricerche, articoli, discussioni a tutti i livelli, paginate di forum, di vigili, di poliziotti, di motociclisti, Smanettoni, Sicurauto, Motociclisti incolumi, plaudendo ad ogni iniziativa, collezionando video e spot, rammaricandomi per l'assordante indifferenza diffusa, per la sorprendente superficialità e l'incredibile rassegnazione con cui si snocciolano cifre da bollettino di guerra. In tutto questo, 3 anni fa anche la mia famiglia viene duramente sbattuta in questa realtà: mia sorella e mio cognato hanno un incidente pauroso, lei se la cava con alcune fratture, lui entra in coma, ne esce dopo più di un mese, subisce un sacco di interventi, alla fine resta un vegetale, inchiodato in un letto a lamentarsi con suoni disarticolati e ad aver bisogno di TUTTO (e dico TUTTO) senza nessuna speranza di ripresa. Un ragazzo d'oro, intelligente, buono, affermatissimo, marito e padre affettuoso, con 1000 progetti, ridotto a una larva umana, mia sorella che tira fra un esaurimento e l'altro, due ragazzini allo sbando, ai quali cerco di stare più vicino possibile... Una sera di pioggia, una frenata, una sbandata, uno schianto e 2 famiglie rovinate per sempre... Un copione che si ripete sempre uguale, tutti i santi giorni che Dio manda in terra, vite spezzate o svuotate di ogni significato, destinate a gravare sul mondo esterno, familiari, parenti (chi ce li ha), associazioni ONLUS, volontariato, ospedali, laboratori, SSN, spesa pubblica, strutture da 3° mondo che offrono un 10° di cui c'è bisogno...
Le iniziative collettive di sensibilizzazione sono sempre benemerite, rispecchiano umanità, sensibilità, voglia di gridare al cielo una realtà tragica, ma devono servire a veicolare tante altre cose, interventi seri e concreti, a tutti i livelli: via i guardrail ghigliottina, via l'alcol e la droga dalle strade, via l'imbecillità dei tanti superuomini del week end, via le auto e moto con 1000 CV più di quelli che realmente servono, via le patenti regalate, le revisioni facili, le assicurazioni fasulle, sì a controlli capillari, a strutture efficienti, a ritrovati utili e non mirati ad arricchire le casse dei comuni, sì a un sistema in grado di monitorare in tempo reale le esigenze ed inviare tempestivamente i soccorsi dove servono, sì un sistema sanzionatorio degno della Culla del Diritto, non del Regno degli Azzeccagarbugli e dei giudizi inetti che rimettono in circolazione i peggiori criminali: un borsaiolo sull'autobus è un LADRO, può danneggiare una famiglia, fregando la pensione ad un vecchietto, infligge dolore e disperazione, merita la galera. Ma chi decima una famiglia, uccidendone alcuni e immobilizzandone a vita altri, cosa si merita? Un processo farsa per omicidio colposo, tanto paga l'assicurazione e un avvocatucolo che azzecca il cavillo per farlo assolvere, lo trova sempre? Ecco, imho, gli sforzi che qualcuno dovrebbe finalmente cominciare a fare. Qualcuno che abbiamo scelto, votato, eletto, foraggiato a 20 e rotti mila € al mese, per farsi, ogni tanto, anche un po'dei cazzucci nostri, oltre a quelli suoi e dei suoi accoliti!

UN PROBLEMA PRINCIPALMENTE ETICO
Che il culto della sicurezza stradale debba assurgere a vero valore culturale e sociale è fuori discussione.
Il guaio è che è ANCHE un valore economico, un business spietato e spess cinico: migliaia di ditte, famiglie e operatori vivono su tutto il circo che ci ruota attorno, dalle pompe funebri alle ambulanze private, forniture di materiali al SSN, appalti, posti da primario e iuto in ospedale, cliniche, infermieri e fisioterapisti privati, carri attrezzi, officine di meccanici e carrozzieri, rottamatori, rivenditori di ricambi, auto usate, auto nuove, depositi, autorimesse, costruttori di infrastrutture stradali, semafori, photored, autovelox, vernici, ammennicoli vari, senza dimenticare tutte quelle realtà (ONLUS, associazioni di ogni tipo, assessori, amministratori locali e nazionali) che, sull'onda del fenomeno, si sono costruite intere fortune politiche, mediatiche, economiche... I soli giornali, sugli incidenti stradali e sulle connesse iniziative, campagne, eventi ecc., basano una fetta enorme della loro produzione quotidiana.
DOMANDA: a molti la sicurezza stradale sta veramente a cuore, ma è per lo stesso motivo, per tutti? Sia chiaro che questo non vuole essere un giudizio di valore, è ovvio che una buona parte di introiti commerciali debba derivare dal fenomeno degli incidenti, senza che gli oeratori del settore debbano sentirsi complici delle varie stragi, ci mancherebbe. E' una pura considerazione ragionieristica, per dire che Sicurezza Staradale e Incidentalità è anche questo.

RIUSCIREMO MAI AD AFFERMARE LA CULTURA DELLA SICUREZZA STRADALE?
Il pessimismo è d'obbligo, quasi una necessità, per evitarsi troppe illusioni. Norme, segnali, controlli, multe, processi, spese ecc. possono fare ben poco, possono solo incidere dall'esterno su un sentire collettivo che deve mutare da DENTRO, in OGNUNO di noi, mediante vari processi mentali, più o meno indotti, riflessioni, esperienze, mediate o dirette, volontà di cambiare, di abbracciare un'etica di RISPETTO dell'altro, del sistema, del mondo esterno, senza trincerarsi dietro il solito alibi: "Finchè le cose stanno così, io mi adeguo, quando GLI ALTRI faranno quello che devono, lo farò anch'io!" Bel modo ipocrita di affermare che si vuole continuare a fare i propri porci comodi, è così chiaro che nessuno potrà mai assitere al cambiamento degli altri, per il semplice fatto che ognuno sta ad aspettare l'atro... e anche quando lo incontra, sotto forma di utente disciplinato che si ferma col giallo, resta disciplinatamente imbottigliato, non strombazza, non sosta sugli scivoli... lo bolla come il fesso che non ha capito come si deve fare!
Il mio pessimismo però non è troppo drastico: sono sicuro che un giorno si diffonderà una più forte cultura del rispetto, solamente ci vorranno anni, decenni, gli altri paesi ci hanno messo assai meno, ma qui siamo spiriti liberi, ribelli, creativi, insofferenti, CONTRO le regole a prescindere, perchè le vediamo come un'odiosa limitazione della nostra libertà, un'arrogante imposizione del potere e infrangerle ci riscatta davanti a noi stessi e agli altri, c'è il culto dell'illegalità, anche inutile, anche spicciola, è il trofeo quotidiano da portarsi a casa per vendicare tasse sanguinose, servizi da terzo mondo, frustrazioni infinite...
Da bambino subivo passivamente sbuffi di fumo in faccia ovunque, a casa, in auto, in autobus, a scuola, fin dalle elementari e per tutto il liceo, al cinema, al ristorante, persino dal medico... Era una cosa normale, nessuno pensava di danneggiare enormemente se stesso e il prossimo, eppure parlo di persone di cultura, genitori, maestre, professori, medici...
La prima legge contro il fumo, nel 75, riguardava solo i cinema, a poco a poco arrivarono ospedali, uffici pubblici, bar, ristoranti... Ma prima che il divieto, da mero e formale enunciato, diventasse un imperativo serio e sanzionato, dovettero passare anni e anni. Insieme alla percezione che fosse un comportamento vietatoperò si è diffusa anche quella che sia un comportamento deplorevole, imbarazzante, da guardare con disapprovazione, un bisogno da soddisfare quasi di nascosto, ghettizzandosi ed ammettendo la propria situazine di dioendenza, insomma, contrariamente agli anni 70 e anche 80, il messaggio diffuso non è più del fumatore, specie giovanissimo, che ostenta un simbolo di maturità, un segno di crescita e indipendenza, ma al contrario di uno sfigato schiavo del proprio vizio e decisamente fastidioso per la società. Paragone scarso, lo so, ma il fenomeno di cstume a cui mi è sembrato di assistere in questi ultimi 40 anni è questo: un fatto considerato normale, universalmente accettato e tollerato, pur con gravissime implicazini sociali (ricoveri, malattie, oerazioni, decessi, riabilitazini, impoverimento sociale ecc.), dopo un lento processo di "criminalizzazione" e poi di attenta e matura interiorizzazione, ne esce fortemente ridimensionato e si avvia ad un lento declino, pur essendo chiaro che non potrà mai essere eradicato in toto.
Ogni giorno decine di famiglie toccano con mano la dolorosissima piaga dell'abnorme tasso di incidentalità nel nostro Paese, anche la mia ne è stata colpita e le conseguenze sono devastanti e disumane (e permanenti!)
Eppure non basta, per migliaia di persone che oggi capiscono ce ne sono milioni che oggi, domani, dopodomani perseverano, convinte che queste disgrazie siano riservate esclusivamente agli ALTRI!
Quando capiremo, TUTTI, che gli altri siamo NOI, sarà sempre troppo tardi!

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Re: Maggio: ritorna il bollettino di guerra

Messaggio da Federico Autotecnica » 15/05/2009, 18:41

pacotom ha scritto: queste disgrazie siano riservate esclusivamente agli ALTRI!
Quando capiremo, TUTTI, che gli altri siamo NOI, sarà sempre troppo tardi!
:ok
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AUTOTECNICA BRESCIA l'officina ufficiale di SicurAUTO.it :ok

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Re: Maggio: ritorna il bollettino di guerra

Messaggio da SicurAUTO » 16/05/2009, 8:52

Paco che dire, come sempre parole che devono portare ad una profonda riflessione...

In merito alla questione soldi ti invito a leggere l'articolo che ho scritto di ritorno da Roma :-[

Il paragone con fumo mi piace, cercherò di prenderlo in esame per parlarne in qualche convegno o occasione, grazie :)

Io, nonostante il pessimismo ogni tanto mi assale, cerco di vedere il positivo che c'è. Anni fa la sicurezza stradale era una cosa che nessuno praticamente "cagava", Sicurauto.it è nato nel silenzio più totale. Oggi blog del cavolo che parlano di cavolate finiscono su tutti i giornali o in TV. Se fosse nato oggi Sicurauto.it sarebbe stato visto come una novità visto che a crearlo era stato un ragazzo di 21 anni... Tuttavia l'attenzione adesso è più alta, le morti calano (meno di quello che si vorrebbe ma calano), le amministrazioni si svegliano (e se lo hanno fatto a Palermo! :(). Il problema è che spesso le risorse finiscono ai soliti noti e con scarsissima efficacia. Ma personalmente sto lavorando anche su questa linea... :)

Paco... se mi posso permettere, i tuoi familiari indossavano le cinture?

Un abbraccio
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Re: Maggio: ritorna il bollettino di guerra

Messaggio da pacotom » 20/05/2009, 10:39

Sì, avevano le cinture e sono pure esplosi tutti gli airbag, infatti i CC che hanno fatto i rilievi non hanno contestato nulla e i medici hanno riscontrato a tutti le lesioni al costato tipiche da cintura. Mio cognato è stato visto scendere dall'auto da solo e poi cadere all'indietro, battendo la nuca, pare che il danno peggiore sia stato quello.

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