Maledetti i ciclisti che non rispettano le regole!

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luciano154
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Maledetti i ciclisti che non rispettano le regole!

Messaggio da luciano154 » 17/08/2005, 19:43

:x :x :x

ma il codice della strada cosa dice di chi viaggia su veicoli senza indicatori di direzione, senza specchietti, che non rispettano ALCUNA precedenza (altrimenti perdono il ritmo :x :x ) che girano con le cuffie a tutto il volume e che ti rispondono "ca**o ti suoni, vaffanculo stron*o" quando ti tagliano la strada???

poi se leggiamo sul giornale "auto investe ciclista" viene sempre da pensare che il pirata sia l'automobilista.

oltre al ciclista sopracitato che si rivolge agli altri con il dolce stil novo dantesco oggi ne ho incontrato un altro che per guardare chi veniva da dietro è andato a sbattere contro lo specchietto di una macchina parcheggiata ruzzolando in mezzo la STRADA STATALE NUMERO UNO cioè l'aurelia.

sono inferocito, il primo ciclista che non si ferma allo stop accelero.

Diapason
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Messaggio da Diapason » 18/08/2005, 1:41

Se non ricordo male funziona cosi'...

-In caso di pista ciclabile separata dal camminamento pedonale:
Fai come ti pare

-In caso di pista mista ciclabile/pedonale:
Occhio ai pedoni

-Quando sei per strada:
Rispetta il codice della strada, usa le braccia per indicare i cambi di direzione etc etc.

Purtroppo la verita' e' doppia... a Roma l'assenza praticamente TOTALE di piste ciclabili lascia il ciclista in balia del traffico... che poco abituato com'e' lo rispetta poco e di conseguenza lo costringe alla prepotenza per poter sopravvivere.

Questo discorso ovviamente non vuole essere una giustificante... troppe volte mi e' capitato di vedere ciclisti al lato della carreggiata che iniziavano a zigzagare tipo "pedalata amabile nel parco" finendomi quasi sotto la ruota destra. :(

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Kunta Kinte
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Messaggio da Kunta Kinte » 18/08/2005, 9:23

Da noi nonostante ci sia qualche Km di pista ciclabile trovi sempre il "furbo" che cammina per strada......normalmente basta un'occhiata e il tipo capisce al volo........per gli altri si provvede in altro modo.

Ho notato una cosa......chi da ciclista manda a quel paese gli automobilisti spesso, quando guida un'auto, manda a quel paese i ciclisti. :o :ooh
Immagine

meglio fare una multa in meno che farne una sbagliata L.Ciccola

smartlover
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Messaggio da smartlover » 19/08/2005, 16:51

la mia zona è piena zeppa di ciclisti, soprattutto amatori, che la domenica nn fanno altro che starsene accanto in 5 e 6 file, roba che se anche anche rispetti il codice ma te li trovi dopo una curva rischi di fare strike...ormai ho rinunciato ad arrabbiarmi, più che altro ha quasi smesso di funzionare il clacson... :P

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wilhem275
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Messaggio da wilhem275 » 29/08/2005, 1:40

Parlo io che sono ciclista "da turismo", mi piace macinare chilometri in bici solo per fare un po' di buon moto e farmi magari un bel giro. Uso la bici come una moto, solo molto più lenta. :D

Sulla mia bici ho i freni sempre in perfetto ordine, gomme gonfie e non slick :roll: , luce di posizione fissa/lampeggiante dietro a LED, ben visibile, la medesima davanti in bianco, e per la notte -rara eventualità- un faro alogeno davanti puntato verso il basso e il giubbetto riflettente.
Casco sempre in testa e allacciato, ovviamente; anche per fare 50 metri. E un campanello che si sente per davvero!

Manca effettivamente lo specchietto, che troverei probabilmente utile. L'avevo messo, ma io sono grosso, il manubrio è stretto e quindi dietro non vedo niente. :D
Forse ora ho trovato un modello con prolunga da attaccare alle manopole, vi saprò dire ma penso mi darà delle soddisfazioni ;)
Ascolto musica a volume medio, il minimo sufficiente a coprire il semplice rumore dell'aria a 30 km/h.

Conosco bene il codice fin dalla giovane età, LO RISPETTO, mi fermo dove devo e mi piglio la precedenza dove mi spetta, metto fuori il braccino per svoltare dopo aver guardato dodici volte, solo non lo tiro su per indicare che sto frenando perché altrimenti sono sbilanciato in avanti solo da una parte e mi si gira il manubrio: si frena sempre con due mani sul manubrio!
Il tutto sempre tenendo conto che se sbaglia un'automobilista ci rimetto comunque io. Quindi, attenzione anche per gli altri.

Perché il codice protegge pedoni e ciclisti più degli automobilisti? Proprio perché siamo utenti più deboli, se una macchina mi viene addosso si rompe un fanale mentre io mi fracasso le ossa :(

Mi sembra sensato dare la priorità alle categorie più deboli di utenti della strada; però mi sembra insensato dar loro ragione se vanno oltre i limiti di legge.
Un ciclista va in giro di notte senza luci e lo investono? Si lancia in mezzo a un incrocio senza frenare e lo arrotano? Un pedone si butta in mezzo alla strada senza guardare e lo falciano? CAXXI LORO! E senza tanti sensi di colpa...
La legge parla chiaro, io la rispetto e pretendo che lo facciano anche gli altri, o che si assumano le loro responsabilità! Di qualunque mezzo si parli!

Io mi sforzo per quanto mi è possibile di non creare pericoli o intralcio: però in cambio pretendo lo stesso tipo di trattamento!
Non mi butto in mezzo alla strada a casaccio. Però pretendo che si tengano le luci accese anche di giorno e nelle stradine, perché le luci servono ad essere visti, così girando la testa riconosco le auto molto prima.
Sto a destra il più possibile. Però pretendo che mi si sorpassi a non meno di un metro dal manubrio, e con tanto di freccia!
Rispetto le precedenze. Però pretendo che le auto aspettino ad immettersi se sto arrivando, perché se lo fanno mi tagliano la strada così come lo farebbero ad un'auto. Solo che l'auto li ammazza se gli va addosso, in bici m'ammazzo solo io! :x


Con questo non dico mica che i ciclisti sono tutti santi! Ne vedo di caxxoni in giro! Ma come ho già detto, se sbagliano loro e si fanno male, secondo me la legge non li deve tutelare. In tutti gli altri casi, sì!

Sempre ricordando che io, con la mia biciclettina, valgo tanto quanto un'auto! Sono un veicolo anch'io! 8)


Quanto alle comitive di ciclisti, lì il discordo è particolare.
Premetto che vivo in Veneto, dove il ciclismo è molto diffuso, dalla semplice gitarella ad una visione quasi professionale, a tutte le età. Proprio per questa larga diffusione, l'interazione con gli automobilisti è tranquilla e regolamentata "autonomamente".

Capita spesso di trovarsi le comitive dei circoli (che sono anche 40-50 persone tutte insieme!) che per marciare compatti sulle statali devono stare "a grappolo", intralciando la circolazione.
Gli automobilisti capiscono, aspettano un attimo che il gruppo si stringa a destra, e poi si fanno un bel sorpasso rapido senza ingiurie da nessuna delle due parti (magari quelli davanti ringraziano visto che è il gruppo in torto).

Sono situazioni di normale amministrazione che si gestiscono col semplice buonsenso.
Mio cugino in Sicilia mi racconta che lì è una suonata continua anche al singolo ciclista, perché la cultura della bicicletta è diversa.


Nelle curve, se si fa strike è perché non si sta rispettando la distanza di sicurezza: ciclisti o meno, bisogna sempre mantenere una velocità che consenta di fermarsi entro la nostra attuale visuale.
Se in una curva si ha una visuale di 40 metri, bisogna tenere una velocità tale da potersi fermare in meno di 40 metri!



Penso sia tutto... la questione mi sembra più semplice di quello che sembra. :wink:
Ich liebe Berlin! :D :ok :ok :ok

luciano154
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Messaggio da luciano154 » 01/09/2005, 18:34

Le vittime nel nostro paese sono state 325, quasi 11 mila feriti
A seguire la Francia con 249 decessi e l'Olanda con 199
Allarme: Italia prima in Europa per gli incidenti mortali in bici
L'indagine ha analizzato gli ultimi dati Istat del 2003
Ma resta il problema della scarsità di piste ciclabili


ROMA - L'Italia ha guadagnato il triste primato di paese col numero più alto di morti in Europa per gli incidenti in bicicletta. Nel 2003 sono stati 325 i ciclisti morti sulle strade del nostro paese; 249 in Francia, mentre 199 sono stati i morti in Olanda, paese che tra l'altro vanta una importante tradizione ciclistica. Ma ancora più impressionante è il numero dei feriti in Italia: 10.995. Tra le vittime delle strade del Belpaese, poi, nei primi sei mesi del 2003 sono state 26 quelle nella fascia d'età compresa fra i 10 e i 14 anni. Questi sono alcuni dei 'numeri' elaborati da Centauro-Asaps (Associazione sostenitori amici polizia stradale), che ha analizzato gli ultimi dati Istat disponibili sugli incidenti stradali nei quali sono rimasti coinvolti ciclisti.

Il dato italiano testimonia anche del gap esistente con molti altri paesi europei in termini di piste ciclabili. In Olanda, Austria, Danimarca e Germania i ciclisti sono tanti ma molti sono anche i chilometri di percorsi protetti dove chi pedala può sentirsi al sicuro. Nel nostro paese la situazione non è assolutamente a questo livello: le piste a disposizione delle due ruote sono davvero poche e i ciclisti sono costretti ad affrontare percorsi cittadini ed extracittadini molto più pericolosi.

Carenze strutturali a parte, resta il problema della prevenzione. L'Uni, Ente nazionale italiano di unificazione - istituto che i occupa di normative - ricorda che le due regole che vanno assolutamente rispettate: quella relativa alla sicurezza dei caschi protettivi e quella che descrive i requisiti di sicurezza dei seggiolini da installare sulle biciclette per il trasporto dei bambini dai 9 mesi ai 5 anni.

Ma per capire meglio come scegliere questi prodotti e riconoscere la loro qualità, l'Uni dà anche precise indicazioni al riguardo. I 'caschi sicuri' - spiega l'ente - oltre ad essere marcati in modo leggibile e durevole con l'indicazione EN 1078 e con la sigla CE, devono riportare le informazioni relative al nome o marchio del fabbricante, al modello, taglia e peso del casco, l'anno e al trimestre di fabbricazione. E non deve mancare l'indicazione "casco per ciclisti". Inoltre i 'caschi sicuri' devono superare prove relative alla loro capacità di assorbimento degli urti, proteggendo la fronte, la nuca, le tempie e la sommità della testa e, cosa importante, devono essere facilmente sganciabili.

Anche per poter scegliere il seggiolino 'a norma' si deve leggere attentamente la marcatura: il prodotto deve riportare ben visibili il numero della norma EN 14344, le informazioni generali relative al peso massimo del bambino che può essere trasportato, il nome o il marchio del fabbricante, la data e il mese di fabbricazione. E, ultima annotazione, tutte le informazioni per l'utilizzo corretto dei seggiolini devono essere ben visibili già sull'imballaggio o direttamente sul seggiolino stesso, accompagnate inoltre dalle istruzioni per l'uso, il montaggio e la manutenzione.
http://www.repubblica.it/2005/i/sezioni ... ibici.html

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Messaggio da bluemoon » 02/09/2005, 12:16

:D ciao!sono nuova da qst parti! :D
su qst argomento vi porto l'esperienza fresca fresca di mio padre...
ieri si stava recando in chiesa :angel guidando con la sua solita flemma, quando un ragazzino in bicicletta sbuca da una traversa a velocità da crono tappa e investe l'auto di mio padre danneggiandola per parecchi "euri", il ragazzetto riporta qualche escoriazione, ma si rialza subito chiedendo scusa e poi va via con la mamma...
mio padre nn ha spostato l'auto e ha tel ai carabinieri(i vigili dalle mie parti nn sn mai disponibili),ma il ragazzino era già andato via.
morale della favola: il padre del ragazzino ha tel a casa mia minacciando di accusare mio padre di omissione di soccorso... nn so se in qst casi c'è da ridere o da piangere! :x
chi tutela gli automobilisti? :grr

SirEdward
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Messaggio da SirEdward » 02/09/2005, 13:51

Bella domanda... Naturalmente senza risposta.

Abbiamo un codice che tutela i più deboli sempre. Ed è giusto così. Ma ci si dimentica troppo spesso che capita che anche i più deboli, a volte, si comportino in maniera stupida.

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Messaggio da SicurAUTO » 02/09/2005, 14:13

il padre del ragazzino ha tel a casa mia minacciando di accusare mio padre di omissione di soccorso
Scusa ma come ha fatto questo a sapere come si chiamava tuo padre?

Il ragazzino non era già andato via? :???

:welcome:
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Messaggio da luciano154 » 02/09/2005, 15:13

sono curiosissimo di sapere come andrà a finire!

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