Moto da rottamare?

Discutiamo dei vari modelli di auto in commercio o quelli in uscita. Grazie ad Adiconsum chiariamo i diritti sulla Garanzia.

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Moto da rottamare?

Messaggio da cod » 02/01/2023, 16:57

Buongiorno sono nuovo del blog, volevo chiedere alla comunity un consiglio su una moto più tosto che su tutte le problematiche che la circondano, grazie dell'attenzione... Ottobre 2021 ho deciso di comprare tramite subito.it una moto da una concessionaria distante da me (70km) , si tratta di una KSR TW 125 X a 12.000 km (12 mesi garanzia). Ho deciso assieme a mia madre di aprire un finanziamento con la concessionaria per pagare 1900€ di moto + 200€ passaggio proprietà e di intestare la moto a mia mamma (essendo che ho 18 anni e frequento le superiori non mi conveniva intestarla a me per il prezzo assicurativo), 2100€ totali suddivisi in 24 rate, perché era il finanziameno offerta da compass tramite concessionaria. Data la distanza avevo anche trovato un furgoncino che con 80€ in due settimane mi ha portato la moto dalla concessionaria a casa mia a novembre. è la mia prima moto e non conoscendo lo stacco dalla frizione tendo a spegnerla un po' di volte ma poi imparo, e portando la moto in giro alcuni amici mi fanno notare delle anomalie. la moto ,alle prime accensioni della giornata, tende a non reggere il "minimo" e si spegne richiedendo di accenderla più volte, e anche quando era già calda a regime, qualora tirassi a lungo la frizione (>1sec) la moto si spegneva, richiedendomi di riaccenderla con il pulsante o di rilasciare la frizione per farla riaccenderla perché già in movimento... soprattutto in inverno con il freddo si manifestavano questi problemi. A dicembre decido di mandare qualche email (al quale non hanno risposto) per segnalare i problemi e cerco di contattare la concessionaria(telefonicamente). Il problema è che andando a scuola mi risultava difficile lasciare la moto dalla concessionaria qualche giorno, non essendoci trasporti diretti. (qual ora un mio amico mi potesse portare la concessionaria mi diceva ogni volta di avvisarli settimane prima e quindi portarla lì è sempre stato complicato). a febbraio mi si è spenta la moto su un rettilineo, perchè fermandomi ho tolto contemporaneamente chiavi e bottone elettrico creando un "presunto cortocircuito", e ho deciso di portare la moto da un meccanico affidato del luogo in cui lavoravo, solo che è in nero. Da qui una pessima decisione perché non si sa cosa abbia fatto a quella moto per farla ripartire e l'ha tenuta addirittura 20 giorni, magari ha staccato un cavo di protezione ? non lo saprò mai... a marzo riscontro che nel percorrere il rettilineo cambiano marcia non entra più la 4 e non funziona più il pulsante che tiene attivo l'abbagliante (il flash statico si però), un problema fastidioso dato che nei viali andando a 60Km/h non posso ne tenere la 3° cosi tanto tirata , né la 5° cosi bassa da "ingranarsi". a inizio giugno a inizio vacanze trovo modo di portare la moto al concessionario, e dopo due settimane mi chiamano e mi chiedono cosa fosse accaduto alla moto, perché secondo il capo officina la moto vi è stato fatto un lavoro da "macellaio" con dei cavi strappati (quello eseguito dal meccanico in nero a febbraio) e credendo che fosse quello il motivo per il quale a giugno la moto non restasse accesa; pochi giorni dopo gli ricordo di aver mandato delle email già prima di averla fatta toccare in nero, e discutendone col capo officina mi chiede di rimandare tutte le email di dicembre 2021 perché forse trovava una soluzione , e decide di "venirmi in contro" dicendo che mi avrebbe fatto passare la maggior parte dei lavori in garanzia, anche perché mi ha detto che ha riscontrato che non c'è un documentario sui lavori/manutenzioni eseguite sulla moto prima della vendita a me, quindi in parte era colpa loro e il capo officina lo aveva riconosciuto. mi dicono che l'officina a luglio sarebbe stata occupatissima e non avrebbe avuto tempo di stare dietro la mia moto, e dato che ad agosto vanno in ferie, mi hanno chiesto di portarla verso inizio settembre; durante luglio e agosto la moto è peggiorata nel accensione, tanto che il solo motorino di avviamento non era abbastanza ad accenderla, e quindi dovevo ogni volta spingerla in corsa fino ad almeno 17Km/h e lasciare la seconda per accenderla; ma a settembre non sono riuscito causa lavoro, e l'ho portata il 13 ottobre avvisando la settimana prima, dicendomi che non sanno una data definita di quando ce l'avrei avuta indietro.
Gli chiamo verso fine ottobre e mi dicono che stanno ordinando dei pezzi e che ci vuole tempo (in effetti la moto è austriaca e i pezzi verrebbero da lontano), e dicendomi sempre di richiamare "settimana prossima" sono passate settimane e settimane.
Dopo la quinta settimana mi chiama e mi dice il capo officina che conviene ordinare un impianto elettrico più tosto che aggiustare quello attuale (magari manomesso dal meccanico in nero?) esprimendo un prezzo e facendomi un preventivo approssimato di 300€ , dichiarando che vi è il 90% di probabilità che cambiano l'impianto si sarebbero risolti i problemi. gli di conferma via email per l'operazione di sostituzione del impianto elettrico. la ottava settimana mi chiama dicendomi che ha cambiato l'impianto elettrico , e ha fatto altri lavori fra cui pulire il gruppo farfallato, rimontare il filtro benzina (era incomprensibilmente al contrario) e altre cose tra cui registrare le valvole. mi dice che appena ha registrato le valvole la moto, da difficilmente accendibile , è diventata inaccensibile completamente e che ha constatato che il cilindro non ha compressione. ( ha 1.4 BAR , normalmente ne ha 10-15 BAR ) riferendomi che la moto funziona solo con le valvole sbagliate (puntate). Mi ha riferito che a quel punto, era proprio necessario cambiare qualcosa del blocco, come motore o pistone, che il prezzo non poteva coprirlo la garanzia di almeno 800€ e che i pezzi non erano neanche disponibili. il capo officina mi ha proposto che avrebbe contattato la proprietà (della concessionaria) per ridarmi una percentuale dei soldi della moto. il giorno dopo mi richiama e mi ha detto che discutendo "parecchio" con la proprietà e controllando tutto, è risultato che io ho portato la moto a giungo con 17.000Km e a ottobre con 20.000KM, dicendomi che la garanzia o il rimborso sarebbe potuto avvenire se io avessi rispettato i tagliandi "obbligatori" da libretto di uso della moto , che da quanto loro detto sarebbe ogni 3.000Km, e che non vi era nessun tagliando registrato sulla moto. Non mi hanno mai dato nessun libretto d'uso della moto e cercando online non l'ho trovato (è da quando ho la moto che cerco un libretto d'uso ma mai trovato online) e non mi è stato detto del obbligo dei tagliandi, dato che "è responsabilità del proprietario informarsi"...
Allora non ho fatto una mossa intelligente a far lavorare in nero la moto , e l'olio tendevo sempre a rabboccarlo di 1 litro ogni 8 settimane senza però effettivamente tagliandare la moto quindi esiste una mia colpa.
detto ciò la concessionaria mi offre di rottamare la mia moto, proponendomi uno sconto su di un altra mia moto a scelta da 4000€ a 3200€ , ciò equivarrebbe a 800€ (o più) di rottamazione? ma come varrebbe così tanto se il motore o cilindro sarebbero da cambiare per una moto che neanche parte? alcuni amici mi consigliano di prendere i soldi della rottamazione e cambiare concessionaria, altri mi dicono di andare a vedere di persona la moto perché magari la moto non è stata neanche aggiustata per guadagnarci da bugie e rottamazione, altri mi dicono di prendermela con un furgoncino e andare a rottamarmela da solo...
voi cosa consigliereste di fare in questo bel casino? Vi ringrazio ancora


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