[Osservatorio Cinture] Morti o feriti perchè senza cinture

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Re: [Osservatorio Cinture] Morti o feriti perchè senza cintu

Messaggio da ottobre_rosso » 24/12/2014, 16:41

San Felice: schianto contro camion, muore 30enne

L’incidente sulla strada tra Camposanto e S. Felice: la vittima Vincenzo Francesco Rubino era alla guida di una Polo

SAN FELICE. Ha sbandato nella curva maledetta e il destino gli ha messo davanti un camion. La vita di Vincenzo Francesco Rubino, 30 anni, si è spezzata così, in un attimo. Nell’urto violentissimo il giovane è stato sbalzato fuori dall’abitacolo ed è deceduto sul colpo. È accaduto ieri alle 18.20 al km 0.800 della Provinciale 568, la strada che collega San Felice a Camposanto. Rubino, operaio verniciatore originario di Catania e residente a San Pietro in Elda, stava tornando a casa alla guida della Polo intestata alla compagna. Ha affrontato la prima curva maledetta della strada che in pochi chilometri ha seminato negli anni morti e disgrazie. Nello stesso punto erano già morti altri due giovani e un operaio aveva perso il braccio, pochi mesi fa, nello scontro anche quella volta contro un camion. La Polo nella curva a sinistra è uscita leggermente a destra sulla carreggiata, accanto al guard rail.
«L’ho visto allargare a destra, poi sterzare per rientrare in carreggiata, me lo sono trovato davanti, ho cercato di buttarmi a destra, ma non è bastato», ha raccontato Davide, 48 anni, residente a Massa Finalese. Era alla guida del camion silos Iveco della ditta Ariani. Rientrava in sede con un collega, che gli era accanto. «È stato un attimo, un secondo, in trent’anni che guido non mi era mai accaduta una disgrazia del genere», raccontava affranto ieri sera Davide. Colpita frontalmente, l’auto ha sbattuto contro il guard rail, il motore è volato fuori e Vincenzo è stato catapultato all’esterno dal lato passeggero. Il camion è finito nel fossato, a destra, poco più avanti. Davide ha chiamato i soccorsi, ma per Vincenzo non c’era nulla da fare. Sono intervenuti i vigili del fuoco di San Felice e la polizia municipale dell’area nord. La strada è rimasta chiusa per alcune ore.
La prima ricostruzione ha accertato che l’urto è avvenuto nella corsia del camion, che il contachilometri della Polo era fermo sui 70 orari (per quello che il dato può rilevare) e che presumibilmente Vincenzo non indossava correttamente la cintura di sicurezza. La municipale ha cercato di rintracciare i familiari, la compagna di Davide, partita al mattino per fare visita ai parenti in Salento, e i parenti che abitano a Modena. Per annunciare l’ennesima disgrazia.

Fonte: gazzettadimodena
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Re: [Osservatorio Cinture] Morti o feriti perchè senza cintu

Messaggio da mariopagnanelli » 26/12/2014, 11:29

Fermo restando lo spirito della discussione, e ferma restando l'importanza delle cinture
(che metto SEMPRE !)
faccio un commento un po' OT ... ma ci stà...


Nessuna curva sarebbe "maledetta" se avessimo una SEGNALETICA sempre adeguata alla situazione.

Se i limiti di velocità segnalati (anzi... "prescritti" ) corrispondessero sempre veramente alla velocità che il buon senso suggerisce a chi è esperto di quel tratto.... li rispetteremmo sempre tutti volentieri, ringraziando l'efficienza di chi li ha messi. Specialmente quando facciamo una strada che non conosciamo.

Chi mette segnali con scopi diversi, ha sulla coscienza (se ce l'ha...) anche morti come questo.

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Re: [Osservatorio Cinture] Morti o feriti perchè senza cintu

Messaggio da ottobre_rosso » 03/01/2015, 19:08

Finiscono fuori strada con l'auto. Ferito un bimbo di appena due anni

Il bambino era in braccio alla mamma, non era nel seggiolino fissato all'auto con la cintura di sicurezza.

PORTO SANT'ELPIDIO - Si è sfiorata la tragedia in una curva. Un bimbo di due anni ricoverato in ospedale. Incidente stradale. Un'utilitaria con a bordo una coppia e un bambino di due anni sbanda con il primo nevischio e finisce nella scarpata. Il piccolo viene ricoverato in ospedale. E' accaduto nella notte tra domenica e lunedì, era da poco passata la mezzanotte quando un uomo ha telefonato alla Croce Verde per chiedere soccorso, preoccupato per il bambino che non smetteva di piangere. Il piccolo è stato ricoverato all'ospedale Murri di Fermo. E' rimasto ferito a un orecchio e a una gamba. Non ha riportato fratture e le sue condizioni non sono preoccupanti. Il ricovero è stato necessario in via precauzionale. L'incidente si è verificato sulla strada provinciale Corvese, nei pressi del tacchificio Corva. La persona alla giuda della vettura ha sbandato in curva. Le ruote non hanno risposto perché la strada era bagnata. Aveva piovuto parecchio fino a un attimo prima e la visibilità era compromessa, c'era nevischio. L'auto in curva è andata dritta, i freni non hanno risposto e la vettura è finita nella scarpata. Il bambino stava dormendo nel sedile di fianco al guidatore, era in braccio alla mamma, non era nel seggiolino fissato all'auto con la cintura di sicurezza. Così, quando la macchina ha sbandato, il piccolo è stato strattonato, la mamma ha cercato di proteggerlo ma il corpicino ha battuto contro lo sportello. E' stato ricoverato al nosocomio fermano in codice giallo. Sul posto per i soccorsi sono intervenuti i volontari della croce verde di Porto Sant'Elpidio. Non è stato necessario l'intervento di carabinieri o polizia, anche se in quel momento stava transitando un'altra vettura nella direzione opposta. Sembra che questa seconda vettura non sia rimasta coinvolta nell'incidente. L'auto nella quale viaggiava il bambino di due anni con i genitori, danneggiata sul davanti e di fianco, è stata recuperata dal carro attrezzi di Porto Sant'Elpidio.

Fonte: corriereadriatico.it
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Re: [Osservatorio Cinture] Morti o feriti perchè senza cintu

Messaggio da ottobre_rosso » 11/01/2015, 21:45

Perugia, incidente mortale per 22enne dopo discoteca

Una giovane perde la vita mentre la madre la riportava a casa. Fatali per lei le cinture non allacciate.

Una ventiduenne di Monte Santamaria Tiberina, nel Perugiano, è morta dopo che l'auto condotta dalla madre è finita fuori strada lungo la e45 in seguito ad un tamponamento.
Secondo una prima ricostruzione della polizia stradale la donna si era recata a prendere la figlia dopo che questa aveva trascorso una serata in discoteca.

MORTA PER RIBALTAMENTO AUTO. L'incidente è avvenuto intorno alle 5.40 nella notte tra il 10 e l'11 gennaio sulla carreggiata Nord della superstrada nella zona di Pierantonio per cause in corso di accertamento.
La giovane è morta per il ribaltamento della sua auto, che era stata tamponata da un'altra vettura.

NIENTE CINTURA. La giovane morta nell'incidente aveva compiuto 22 anni a inizio gennaio
Era a bordo di una Fiat Punto condotta dalla madre e, in base agli accertamenti della polizia stradale, non aveva la cintura di sicurezza allacciata.
L'auto è stata tamponata da una Opel Insigna per cause ancora al vaglio degli investigatori.
Il conducente dell'Opel è stato portato all'ospedale di Città di Castello ma non risulta avere riportato lesioni particolari.

Fonte: lettera43.it
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Messaggio da ottobre_rosso » 19/01/2015, 16:13

Misteri sulla morte di Antonio. Crema, il pm dispone l’autopsia sul corpo del pizzaiolo

Crema, 18 gennaio 2015 - Ieri mattina nell’obitorio dell’ospedale di Cremona è stata effettuata l’autopsia, disposta dal magistrato Laura Patelli, sul cadavere di Antonio Porcu, il pizzaiolo 51enne morto mentre stava facendo ritorno a casa, dopo la serata di lavoro al ristornate Le Colonne di Ripalta Nuova. Due, essenzialmente, le domande: a che ora si può far risalire la morte e qual è stata la causa. E sulle risposte ci sono in ballo i provvedimenti che la procura deve prendere. Perché l’incidente sta rivelando aspetti inquietanti. La ricostruzione del sinistro sarebbe questa: Antonio Porcu lascia la pizzeria poco prima delle 23.30, prende la Ford Mondeo e si avvia verso casa, a San Martino in Strada, percorrendo la solita strada. Ma quando arriva a Bolzone, forse a causa di un malore, non curva, va fuori strada, prende un muretto, si ribalta alcune volte nel campo, viene sbalzato dalla vettura (non indossava la cintura di sicurezza) e finisce a venti metri. Passa qualche minuto e un automobilista avverte i carabinieri che c’è una macchina fuori strada. Arriva una pattuglia e i due militari ispezionano l’auto, verificano attraverso la centrale che l’auto non è rubata, chiamano il 118 che conferma di non aver soccorso nessuno e se ne vanno, senza accorgersi che a venti metri c’è il pizzaiolo.

Non è finita, perché intorno all’1.30 passa un’auto con a bordo dei giovani, i quali scorgono la vettura a ruote all’aria. Si fermano, vanno a vedere se c’è dentro qualcuno, cercano alla fioca luce dei cellulari intorno all’auto tracce del guidatore, non ne trovano e se ne vanno. Altro passaggio intorno alle 5, quando un passante vede l’auto spuntare dalla foschia, ma non ci fa molto caso. Infine, alle 9, scatta l’allarme. Arrivano Polstrada, carabinieri, vigili del fuoco e ambulanza. Il cadavere del pizzaiolo è portato in obitorio dove un medico lo ispeziona e dichiara che la morte risale a una decina di ore prima. A questo punto nessuno sa ancora dei carabinieri intervenuti alle 23.30. Il magistrato non sequestra l’auto e decide di restituire la salma alla famiglia, ma poco dopo arriva la notizia che i carabinieri erano sul posto alle 23.30. Il magistrato ferma tutto, dispone l’autopsia e apre un fascicolo. Ieri mattina era circolata voce che due militari erano in procinto di ricevere un avviso di garanzia e che erano stati invitati a trovarsi un avvocato, voce smentita nel pomeriggio. Ma la vicenda non è ancora conclusa.

Fonte: ilgiorno.it
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Messaggio da ottobre_rosso » 26/01/2015, 17:22

Auto finisce nel dirupo, Natale Bertarini muore sul colpo. Gli altri salvi per miracolo

Perledo, perde il controllo e volano per 100 metri

Perledo (Lecco), 26 gennaio 2015 - L'auto è uscita di strada nel cuore della notte finendo in un dirupo per un centinaio di metri. Così ha perso la vita Natale Bertarini, classe 1967, artigiano di Esino. Dopo una serata tra amici Bertarini e altri due esinesi stavano rientrando in paese percorrendo la Parlasco-Esino e proprio su una curva della Provinciale 65 il conducente del veicolo ha perso il controllo, sfondato il guard rail e precipitato. Erano le 3.30 quando il conducente del veicolo, un quarantenne, malgrado il volo e le ferite, ha chiamato il 118 per chiedere soccorso raccontando quello che era accaduto. Nella macchina era rimasto l’altro amico, 47 anni, che è gravemente ferito. Vedendo il volo che la macchina ha fatto si capisce che è stato un miracolo che due persone siano sopravvissute e che il conducente sia riuscito a salire in strada e telefonare per chiedere aiuto, in quel punto sarebbero passate ore prima che qualcuno li avrebbe visti.

Ora si devono comprendere le cause del terribile incidente che è costato la vita a Bertarini. Il comandante provinciale della Polizia stradale Mariella Russo in una nota diffusa conferma che «l’autovettura è fuoriuscita di strada autonomamente precipitando nella scarpata per circa 100 metri. La pattuglia che si è recata sul posto ha constato che a bordo della Fiat Sedici c’erano tre passeggeri: il conducente M.C. di 40 anni, B.C di 47 anni, c’era poi Bertarini che è stato sbalzato fuori dall’auto che è deceduto. Il comandante della Polstrada ha spiegato che «a dare l’allarme è stato il conducente del veicolo, il quale a fatica è riuscito a risalire sulla strada raggiungendo a piedi un esercizio pubblico per attivare i soccorsi».

La Russo interpellata sulla dinamica ha anche aggiunto che «sicuramente ha contribuito all’incidente la scarsa visibilità e anche il fondo stradale in parte ghiacciato può essere stata una concausa. Stiamo aspettando i risultati degli esami dell’ospedale, però il conducente al test alcolemico effettuato dalla pattuglia dopo l’incidente è risultato positivo. Il test è stato fatto alcune ore dopo l’incidente perché prima si è operato per gestire l’emergenza. In base ai risultati dell’ospedale si procederà con la contestazione di guida in stato di ebbrezza». Sul posto sono intervenuti vigili del fuoco, tre ambulanze, l’elicottero del 118 oltre alla Polizia Stradale. Le operazioni di recupero sono state molto complesse per la posizione in cui si trovava l’auto incidentata e per le condizioni del passeggero rimasto ferito, tanto che il conducente è stato trasportato in ospedale verso le 5 mentre il secondo ferito è stato trasportato alle 7. Per Bertarini, secondo le prime ipotesi, potrebbe essere stata fatale la mancanza della cintura di sicurezza. Nella carambola del veicolo nel dirupo il 47enne è stato sbalzato fuori dall’auto e forse schiacciato dalla macchina stessa.

Fonte: ilgiorno.it
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Messaggio da ottobre_rosso » 09/03/2015, 15:39

Incidente Lavagna: morta la 18enne ricoverata al San Martino

GENOVA. 8 MAR. Agnese Moscatelli non ce l’ha fatta, sono stai inutili i molti tentativi dei sanitari per tentare di strapparla alla morte. La ragazza diciottenne di Castiglione Chiavarese è la seconda vittima dell’incidente avvenuto nella notte tra venerdì 6 marzo e sabato 7 in via Fieschi a Lavagna.
L’altro ragazzo Zoran Biondi, 21 enne di Ne, è morto sul colpo mentre Mattaeo Campanella, di 22 anni di Carasco l’ altro giovane che forse si trovava alla guida della vettura, una Lancia Idea di proprietà dei suoi genitori, è rimasto gravemente ferito.

Causa principale dell’incidente sembra sia l’alta velocità, ma ad aggravare la tragica situazione il fatto che i tre viaggiavano con le cinture di sicurezza slacciate: anche per questo i due ragazzi sono stati sbalzati fuori della vettura finita contro un furgone posteggiato sul ciglio della strada. ABov.

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Messaggio da ottobre_rosso » 09/03/2015, 15:41

Perde il controllo del volante, l’auto si ribalta: muore di notte in tangenziale l’arbitro Colosimo

Stava tornando a Torino da Ferrara, dopo aver diretto la partita Spal-Prato. Mentre altri automobilisti segnalavano la vettura in mezzo alla strada si è rischiata un’altra tragedia

L’arbitro di Lega Pro, Luca Colosimo, 30 anni, ha perso la vita ieri notte sulla tangenziale Nord, fra gli svincoli di Borgaro e Venaria. Tornava a Torino dopo aver diretto a Ferrara la partita Spal-Prato quando, al volante della propria Punto, ha perso il controllo schiantandosi contro il guard-rail: la vettura si è poi ribaltata diverse volte su se stessa. Colosimo è stato soccorso e trasportato all’ospedale San Giovanni Bosco, dove è morto poco dopo.

La polizia stradale sta cercando di ricostruire la dinamica della tragedia: si pensa a un colpo di sonno o a un malore. Colosimo non aveva le cinture di sicurezza allacciate: nello schianto è stato catapultato fuori dall’abitacolo a diversi metri di distanza.

Si è rischiata pochi istanti dopo un’altra tragedia. Nell’impatto il motore della Punto di Colosimo si è staccato finendo nella corsia di sorpasso. Nonostante alcuni automobilisti si siano fermati per segnalare l’ostacolo sull’asfalto (rischiando in realtà loro stessi di essere investiti), una Grande Punto ha colpito in pieno il motore: il guidatore, ferito in maniera lieve, è stato trasportato in ospedale. Stasera prima dell’inizio dei posticipi di serie A, sarà osservato un minuto di silenzio in ricordo dell’arbitro torinese.

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Messaggio da ottobre_rosso » 22/03/2015, 20:22

Vola con l’auto nella scarpata, ventiseienne in rianimazione
Sfonda la recinzione e finisce contro una casa di Laura Provitina

La Spezia, 22 marzo 2015 - Versa in gravi condizioni di salute il giovane che ieri mattina è rimasto vittima di un incidente stradale ad Ameglia, in via 25 Aprile angolo via Crociata. Luca Alberto Maria Iacometti, questo il nome del 26enne spezzino, era a bordo della sua Twingo grigia mentre transitava in località Cafaggio.

Forse stava raggiungendo l’abitazione del padre, quando per cause ancora in corso di accertamento ha sbandato, perdendo il controllo della sua utilitaria e andando a finire nel giardino di una villetta, nel sottostrada, dopo aver sfondato il muro della recinzione. Una sorta di carambola che si è conclusa con l’auto letteralmente incastrata tra la casa e quel muretto prima sfondato. A quanto sembra nel lato opposto della carreggiata in cui viaggiava. È successo poco dopo le 6. L’impatto è stato violento, tanto da svegliare i residenti , molti dei quali sono rimasti impressionati dalla scena che si è presentata ai loro occhi, con il giovane che sembrava non respirare, o dare alcun segno di vita. Hanno dato l’allarme al personale sanitario, e cercato di chiamare il ragazzo, incosciente dentro quel mezzo presto trasformato in un groviglio di lamiere.

Sul posto l’intervento rapido del personale medico del 118 e l’ambulanza della Pubblica assistenza di Sarzana, con i militi a bordo che hanno coadiuvato medico e infermiere di Delta 2. Il giovane è stato intubato e stabilizzato ma la gravità della situazione è apparsa inequivocabile ai soccorritori, che hanno deciso di contattare l’elisoccorso per il trasporto del ferito in un ospedale specializzato in traumi importanti. Così i vigili del fuoco del distaccamento di Sarzana hanno liberato il corpo dalle lamiere, per proseguire con la messa in sicurezza di quel che rimaneva della Twingo. Poi la corsa disperata dell’ambulanza allo stadio Miro Luperi di Sarzana, dove è atterrato l’elicottero Pegaso di Massa, per prendersi cura del 26enne e trasportarlo al Cisanello di Pisa. Il tutto in pochissimo tempo, perché quel politrauma e quel trauma cranico destavano parecchia preoccupazione.

Nel nosocomio toscano, il giovane è stato ricoverato nel reparto di Rianimazione, dove è arrivato in coma. La prognosi è riservata, ma ieri sera le condizioni stazionarie facevano ben sperare in un miglioramento. Sul luogo dell’incidente sono stati impegnati gli uomini della Polizia stradale della Spezia, per i rilievi del caso e soprattutto per capire la dinamica dell’incidente. Sembrerebbe che il giovane stesse transitando a una velocità che superava di molto il limite consentito nella zona, per di più senza indossare le cinture di sicurezza. Impossibile sapere anche se il giovane stesse tornando da una serata di divertimento, visto che quello stato di incoscienza non ha consentito di fornire alcuna spiegazione ai soccorritori. Le prossime ore saranno decisive per capire anche se i medici del Cisanello decideranno di sciogliere la prognosi.

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Messaggio da ottobre_rosso » 09/04/2015, 15:37

Morta dopo lo schianto in auto «L'allarme è stato dato tardi»

Il compagno: «Aveva lasciato a casa il cellulare, non avevo sue notizie»

Era partita attorno alle 15.30 di lunedì dalla sua abitazione in via Ponte Cazzola, a Pojana, per far visita ad una parente residente a Borgo Frassine di Montagnana, nel Padovano. Ma a casa purtroppo Giancarla Formaggio, 64 anni, non è più rientrata.
Si chiariscono così, grazie alla testimonianza del compagno, le circostanze del tragico incidente di Pasquetta. Sulla via del ritorno, dopo le 17, Giancarla Formaggio ha perso il controllo della sua Peugeot 205 lungo la provinciale Stradona, tra le vie Giuliani e Brancaglia, finendo nel fossato. A seguito dell'urto la donna, che a quanto risulta non aveva allacciato la cintura di sicurezza, avrebbe sbattuto violentemente sul cruscotto. Non ci sono stati testimoni dell'incidente e il corpo della pojanese, riverso sui sedili, non era visibile dalla strada, quindi molti automobilisti di passaggio hanno ritenuto che si trattasse semplicemente di un'auto abbandonata. Solo attorno alle 19.30 un residente ha avvertito le forze dell'ordine.
Intanto cresceva l'angoscia per Bruno Scalzotto, che conviveva da quindici anni con Giancarla Formaggio

Fonte: ilgiornaledivicenza.it
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