[Osservatorio Cinture] Morti o feriti perchè senza cinture

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Messaggio da ottobre_rosso » 13/07/2015, 20:28

In coma elettricista sbalzato dal furgone in un tamponamento

BUGGIANO. Un elettricista di 41 anni di Buggiano ricoverato in gravissime condizioni all’ospedale di Cisanello per le lesioni riportate in un incidente stradale avvenuto venerdì sera in località...

BUGGIANO. Un elettricista di 41 anni di Buggiano ricoverato in gravissime condizioni all’ospedale di Cisanello per le lesioni riportate in un incidente stradale avvenuto venerdì sera in località Biagioni, nel comune di Altopascio. Alla guida del furgoncino della sua ditta, la Pm Elettrica di piazza Salutati, Massimiliano Pinetini, nato a Pescia, si è scontrato con un’auto sulla quale viaggiavano due persone.
L'incidente è avvenuto sulla via della Valdinievole, Nell’impatto Pinetini – sposato e padre di due figli – ha avuto la peggio: probabilmente a causa della mancanza di cintura di sicurezza (ma sul particolare sono in corso accertamenti) è stato sbalzato fuori dall'abitacolo e ha riportato un forte trauma facciale.
Le prime persone intervenute si sono immediatamente rese conto della gravità delle lesioni riportate dall’elettricista ed è stato dato l’allarme al 118.
L’operatore di turno alla centrale che coordina i soccorsi ha fatto intervenire sul posto un’ambulanza. L’equipe medica ha prestato i primi soccorsi al ferito e lo ha quindi caricato sull’ambulanza che è partita a sirene spiegate in direzione dell’ospedale San Luca.
Qui i sanitari di turno al pronto soccorso hanno prestato le prime cure a Pinetini e lo hanno sottoposto a una serie di accertamenti clinici e radiografici, decidendo quindi - vista la gravità delle sue condizioni - di trasferirlo all’ospedale di Cisanello (Pisa), dove l’uomo è arrivato in coma.
I medici dell’ospedale pisano hanno valutato se sottoporlo a intervento chirurgico, ma per il momento Pinetini, che ha un passato di giocatore di pallacanestro a livello amatoriale in club di Pistoia e Montecatini, non è stato portato in sala operatoria.

Fonte: iltirreno.gelocal.it
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Messaggio da ottobre_rosso » 20/07/2015, 23:07

Incidenti stradali: donna muore a Posada

Era residente a Torino, non indossava cinture sicurezza

Una giovane donna di origini sarde, ma residente in provincia di Torino, é morta questo pomeriggio sulla Statale 131 dcn, all'altezza del bivio di Posada in direzione Olbia. Sonia Pitzolu, 30 anni, faceva un lavoro stagionale nella costa gallurese e stava viaggiando a bordo di una Citroen C3 quando ha perso il controllo del mezzo che si é ribaltato più volte. Alla donna é stato fatale il fatto di non indossare le cinture di sicurezza: è stata sbalzata fuori dall'auto ed é morta sul colpo.

Fonte: ansa.it
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Messaggio da ottobre_rosso » 27/07/2015, 16:24

Gelese muore a Orvieto in un incidente stradale

L'auto - in base a quanto ricostruito dalla polizia stradale - ha cominciato a sbandare, forse a causa di un colpo di sonno del guidatore, poco dopo una curva, finendo la sua corsa in una scarpata, dopo aver urtato un canale di scolo

ORVIETO. Un uomo di 67 anni, Giuseppe Duchetta, residente a Milano ma originario di Gela, è morto ieri a seguito di un incidente stradale avvenuto lungo l'A1, in direzione sud, a circa sette chilometri da Orvieto. L'uomo viaggiava su una Volkswagen Golf insieme alla moglie, di 65 anni, ora ricoverata in prognosi riservata all'ospedale di Orvieto. La donna non sarebbe in pericolo di vita e non risultano altri mezzi coinvolti.

L'auto - in base a quanto ricostruito dalla polizia stradale - ha cominciato a sbandare, forse a causa di un colpo di sonno del guidatore, poco dopo una curva, finendo la sua corsa in una scarpata, dopo aver urtato un canale di scolo. Il mezzo non era visibile dalla strada e i poliziotti, insieme al personale della società Autostrade, lo hanno notato casualmente intorno alle 9, seguendo delle tracce anomale sulla scarpata e i lamenti dei feriti, dopo che alcuni automobilisti avevano segnalato dei detriti lungo la strada.

La donna, che indossava le cinture di sicurezza, era ancora all'interno dell'abitacolo, mentre il marito, che era stato sbalzato fuori, era ancora cosciente. Immediato l'intervento del 118. Anche il 68enne è stato inizialmente trasportato all'ospedale di Orvieto in riserva di prognosi ma, nonostante le sue condizioni non sembrassero così serie, è morto nella tarda mattinata.

La coppia, secondo quanto accertato dalla polstrada, stava andando in Sicilia per trascorrere le vacanze. Probabile che l'incidente sia avvenuto poco prima dell'intervento della polizia, visto che, in base al tagliando ritrovato in auto, i due erano entrati in autostrada, nel milanese, intorno alle 5 di stamani.

Fonte: caltanissetta.gds.it
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Messaggio da ottobre_rosso » 28/07/2015, 17:12

Schiacciata dall’auto muore a 21 anni

Elisabetta Magnoni era a un chilometro da casa, a Rabbi, quando ha perso il controllo della vettura che si è ribaltata. La ragazza è stata sbalzata fuori

RABBI. Un incidente assurdo, quanto crudele, quello che ha spezzato la vita di una ragazza di 21 anni, ieri mattina alle 4 e 16 minuti, a San Bernardo di Rabbi. Elisabetta Magnoni, stava tornando a casa, alla guida della sua Suzuki Ignis. Era stata a una festa campestre a Rabbi Fonti, in località Plaze dei Forni, insieme agli amici e ai cugini. Stava accompagnando a San Bernardo proprio un amico di suo cugino, un uomo di 39 anni, quando ha perso il controllo della sua auto. In località Pralonc, a meno di un chilometro da San Bernardo, la Suzuki ha deviato verso sinistra, ha invaso la corsia opposta, poi con due ruote è salita sulla scarpata erbosa a lato della strada. Al colmo della sfortuna, le ruote hanno incontrato un grosso masso. Forse proprio per questo, la macchina si è come impennata e si è girata su se stessa ribaltandosi. Elisabetta non aveva le cinture di sicurezza e il finestrino anteriore sinistro era aperto. Nel ribaltamento, è finita con la testa e la parte superiore del corpo fuori dall’abitacolo finendo schiacciata. Una tragedia assurda frutto della sfortuna come dimostra il fatto che l’uomo che viaggiava accanto ad Elisabetta è rimasto praticamente illeso. Le uniche ferite che ha riportato sono state quelle che si è procurato alle mani per rompere il vetro del finestrino.

Immagine

Sul luogo dell’incidente sono arrivati in pochissimo tempo i vigili del fuoco volontari di Rabbi e di Malè che si sono portati dietro la pinza idraulica per liberare i due occupanti della vettura. Dalla centrale operativa del 118 è stato inviato l’elicottero di Trentino Emergenza che è atterrato sulla piazzola di Malè. Il medico di bordo è stato portato di corsa fino a San Bernardo dai vigili del fuoco. Una corsa inutile, purtroppo. La ragazza era morta praticamente sul colpo e per lei non c’era più niente da fare. Sul posto sono arrivati anche i carabinieri di Cogolo per ricostruire la dinamica dell’incidente. L’auto è stata recuperata dal carro attrezzi dell’officina Largaiolli. Sul tetto e sul parabrezza i segni dell’urto con il terreno.

La Suzuki ha arrestato la sua corsa quattro o cinque metri dopo il punto d’impatto sulla scarpata. Da questo elemento, i carabinieri e i vigili del fuoco deducono che l’auto non andasse molto veloce, al massimo 50 o 60 chilometri all’ora. Tra le cause dell’incidente potrebbe esserci un colpo di sonno. L’uomo che era con Elisabetta ha detto che l’auto era sbandata già qualche minuto prima. Poi la sbandata fatale. L’uomo è stato medicato e neanche portato in ospedale.

In pochi minuti la notizia dell’incidente si è diffusa alla velocità della luce in tutta la val di Sole, dove Elisabetta era conosciutissima. La ragazza si era diplomata due anni all’Istituto Agrario di San Michele all’Adige e stava studiando Scienze alimentari all’Università di Padova. Lascia i genitori Carlo, Paola e il fratellino Michele. Durante l’estate aiutava la mamma Paola Pedergnana nella gestione dell’albergo Miramonti fondato da suo nonno Ciro Pedergnana. Il padre di Elisabetta, Carlo, è titolare di una falegnameria.

In molti sono andati sul luogo dell’incidente. Elisabetta era arrivata quasi a casa. Il luogo in cui la sua auto si è ribaltata è a meno di un chilometro da San Bernardo. Ancora pochi minuti e sarebbe stata al sicuro a casa sua. Invece, la sfortuna ci ha voluto mettere lo zampino. La ragazza ha perso il controllo della vettura proprio in corrispondenza della scarpata. E in quel punto, c’era proprio un sasso tanto grande da far sobbalzare l’auto già in equilibrio precario e da farla ribaltare. Altro elemento sfortunato è dato dal fatto che la ragazza non indossasse la cintura. Forse avrà pensato che non era necessario mettersela. Del resto stava percorrendo una strada che conosceva da sempre, senza pericoli apparenti, e stava andando piano.

Purtroppo, non aveva calcolato il caso. Forse proprio perché non aveva la cintura, la parte superiore del corpo è stata sbalzata all’esterno, mentre le gambe sono rimaste dentro l’abitacolo, durante il movimento di torsione della vettura. L’auto, poi, è ricaduta pesantemente verso il centro della strada schiacciando la povera Elisabetta. La ragazza non ha avuto scampo, non ha potuto far nulla per salvarsi la vita. L’amico che era al suo fianco ha sfondato disperatamente il finestrino con i pugni. Qualche automobilista di passaggio ha dato l’allarme.
Ma tutto l’affannarsi e il correre dei soccorsi non ha potuto salvare Elisabetta. La ragazza era già morta, strappata alla vita da un destino crudele. Sono bastati pochi chilometri percorsi in auto vicino a casa per spezzare la sua giovane vita piena di sogni, sorrisi e d’amore.

Fonte: trentinocorrierealpi.gelocal.it
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Messaggio da ottobre_rosso » 11/08/2015, 15:41

La folle gara e lo schianto mortale, trovato il secondo pilota

La Polstrada lo ha identificato grazie ai testimoni dello schianto di domenica a Castello di Godego dove ha perso la vita Timis Mircea

CASTELLO DI GODEGO. Mentre l'auto dell'amico andava in pezzi, disintegrandosi dopo averlo superato ad altissima velocità, lui ha accelerato ed è fuggito via per non lasciare tracce. Incurante che Mircea Timis, 24 anni, fosse morto sul colpo. Un dramma nel dramma di una folle gara di auto di cui ora Daniel Mihali (questo il nome del giovane fermato, di origini straniere) dovrà dare spiegazione.

Immagine

Il giovane è stato identificato dagli investigatori della polizia stradale di Treviso grazie ad alcuni testimoni , gli stessi che doenica a mezzogiorno, davanti ai rottami della Bmw guidata da 24enne, hanno raccontato di aver visto la sua macchina fcorrere a folle velocità..

Agli agenti lo straniero avrebbe riferito di "sono stato superato dalla Bmw di Mircea mentre viaggiavo a 50 km/h circa" ma il racconto non convince per nulla gli investigatori. Il giovane, 26 anni, rischia grosso: contro di lui l'accusa di omissione di soccorso, danneggiamento e omicidio colposo.

L'auto guidata dalla vittima, nella carambola mortale, è stata letteralmente disintegrata con detriti sparsi nell'arco di decine di metri. L'impatto tremendo ha catapultato all'esterno dell'abitacolo il corpo del 24enne che non indossava le cinture di sicurezza.

Fonte: tribunatreviso.gelocal.it
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Messaggio da ottobre_rosso » 18/08/2015, 21:42

Tragedia sulla A14, muore un ventenne: era diretto al mare, sbalzato fuori dall'auto

È un ragazzo moldavo di 20 anni, Sergiu Plamadeala, residente a Nembro (Bergamo), la vittima dell'incidente di stamani in A14, nel Bolognese. Feriti ma non in pericolo di vita i suoi tre amici – di 30, 22 e 27 anni. Sono tutti residenti nel bergamasco, e sono stati ricoverati al Maggiore di Bologna. Il gruppo di amici era diretto al mare. La vettura su cui viaggiavano, attorno alle 5, giunta all'altezza del km 36+300 (nei pressi di Castel San Pietro), per cause sconosciute si è ribaltata più volte.

Nessuno dei ragazzi indossava le cinture di sicurezza. La vittima, che era al volante, è stata sbalzata fuori dalla vettura. Il gruppo era diretto al mare, come dimostrano i bagagli che i giovani avevano in auto. Sul posto per i rilievi e i soccorsi le pattuglie della Polizia Stradale.

Fonte: ilmessaggero.it
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Messaggio da ottobre_rosso » 27/08/2015, 15:40

Schianto di notte, vita spezzata a 19 anni


Giovedì a Foglizzo i funerali della studentessa Elena Actis Dato, residente a Rodallo. Morta in un incidente d'auto. Era stata vivandiera al Carnevale di Ivrea


L’asfalto reso viscido dalla pioggia che cadeva insistentemente da diverse ore è con ogni probabilità la causa che, nella notte tra domenica e lunedì scorsi, è costata la vita ad Elena Actis Dato, 19 anni, studentessa dell’istituto Ubertini di Caluso, dove frequentava con brillanti risultati l’indirizzo alberghiero nella succursale di Chivasso.

La ragazza era residente in via Cesare Balbo nella frazione Rodallo di Caluso con la mamma Maria Pistono, 42 anni, la sorella Patrizia di 23 ed il fratello Gioele di tredici anni. La giovane ha perso il controllo della sua Renault Twingo mentre stava percorrendo via Principe Tommaso a Foglizzo. Era in auto da sola ed diretta verso il centro del paese dove aveva un appuntamento con amici e coscritti che aveva sentito poco minuti prima dello schianto, telefonicamente.

La dinamica precisa è in via di accertamento; se ne stanno occupando i carabinieri della stazione di Montanaro, intervenuti sul luogo della tragedia, accaduta intorno all’una di notte.

Da una prima sommaria ricostruzione pare che Elena Actis Dato, dopo aver perso il controllo della sua utilitaria, regalatele dai familiari pochi mesi fa dopo il conseguimento della patente, prima è finita contro un albero che costeggia la stradina secondaria di collegamento con la frazione Rodallo, poi è finita sulla corsia opposta.

Sbalzata fuori dalla Renault Twingo, probabilmente (ma questo è un altro elemento che emergerà dal rapporto dei carabinieri) non era allacciata alla cintura di sicurezza. La piccola utilitaria è finita in un fossato.

La morte è stata quasi istantanea per il grave politrauma subito. La tragedia non ha avuto testimoni e questo complica il lavoro dei militari dell’Arma.

A dare l’allarme gli amici che l’aspettavano nella piazza di Foglizzo. Non vedendola arrivare dopo numerose chiamate al cellulare uno di loro è partito per andare a cercarla trovandosi poi di fronte la terribile scena.

I soccorsi quindi sono stati tempestivi. Purtroppo per la giovane studentessa non c’ era più nulla da fare. La morte è stata praticamente istantanea ed a nulla sono serviti i tentativi di rianimarla messi in atto dall’equipe del 118.

Dopo un primo esame del medico legale dell’Asl/To4 di Ivrea il corpo di Elena Actis Dato è stato composto nelle camere mortuarie di Strambino.

Fonte: lasentinella.gelocal.it
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Messaggio da ottobre_rosso » 16/09/2015, 15:34

Schianto in auto contro un platano. Muore un 47enne

Hanno fatto di tutto per salvarlo, ma non c’è stato nulla da fare. Non ha ancora spiegazione il pauroso incidente avvenuto ieri sulla Maranese nel quale un uomo di Schio ha perso la vita finendo contro un platano in località Altura. Lino Dal Brun, 47 anni, residente in via Pasubio 180, è deceduto all’ospedale San Bortolo di Vicenza. Secondo i rilievi della polizia locale era senza cintura di sicurezza

LO SCHIANTO. Ieri poco prima delle 16 dal Brun era alla guida della sua Toyota Yaris e stava percorrendo la Maranese in direzione Marano. Aveva appena oltrepassato l’ingresso della giardineria Drago quando per cause ancora da accertare ha perso il controllo dell’auto ed è finito dentro la cunetta a destra della carreggiata fino allo schianto violentissimo contro uno dei platani che costeggiano la strada.

Fonte: ilgiornaledivicenza.it
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Messaggio da ottobre_rosso » 21/09/2015, 10:11

Frontale con un'auto di ragazzi diretti al Campovolo: 38enne muore sul colpo

Nunez Zuniga Rodrigo Efrain era padre di un bimbo di 3 anni. Suonava in un gruppo musicale

Reggio Emilia, 19 settembre 2015 - UNO SCHIANTO frontale violentissimo. Le lamiere si accartocciano e Nunez Zuniga Rodrigo Efrain, 38 anni, resta schiacciato, intrappolato nell’abitacolo della sua auto. Poi la corsa in ospedale e il lungo tentativo di rianimarlo. Ma i traumi sono troppo gravi: il 38enne, padre di un bambino di 3 anni, è morto ieri mattina verso le 6,30 al pronto soccorso dell’ospedale Santa Maria Nuova.

Feriti in modo non grave tre ragazzi venuti in città per il concerto di Ligabue. L’incidente è avvenuto ieri mattina alle 5,30 in via della Repubblica, la statale 63 a Rivalta, poco prima della vasca di Corbelli.

L’AUTO su cui viaggiava Nunez, una Toyota Yaris, si è scontrata frontalmente con un’altra auto, una Nissan Micra, che viaggiava in senso opposto. Il 38enne, secondo i primi accertamenti, non avrebbe allacciato le cinture. Lo schianto è stato molto violento: il 38enne è rimasto incastrato tra le lamiere ed è stato necessario l’intervento dei vigili del fuoco per poterlo estrarre e affidare alle cure del personale sanitario. Il 38enne è stato stabilizzato e portato d’urgenza al pronto soccorso dell’Arcispedale Santa Maria Nuova.

Qui i medici hanno provato a rianimarlo per 40 minuti, ma alla fine si sono dovuti arrendere: il cuore di Nunez ha smesso di battere. Al pronto soccorso sono arrivati anche tre ragazzi a bordo dell’altra auto che sono rimasti feriti in maniera non grave. Nella mattinata di ieri sono stati medicati e dimessi con una prognosi di pochi giorni. Sul posto è intervenuta la polizia municipale che ha rilevato l’incidente e ora sta cercando di ricostruire l’esatta dinamica dello schianto per capire se vi siano responsabilità.

IL CORPO di Nunez si trova ora all’obitorio a disposizione della procura che dovrà decidere se effettuare l’autopsia oppure dare subito il nulla osta per i funerali. Nunez, di origine argentina ma da anni in Italia, era padre di un bimbo di 3 anni. Ha vissuto nel comune di Casina, dove si è sposato alcuni anni fa con Sabrina Pignedoli, di Migliara. Nel 2008 la coppia è poi andata a vivere in via Sberveglieri, tra Puianello e Montecavolo, nel comune di Quattro Castella. Nunez era un grande appassionato di musica: suonava la tastiere e faceva parte di un gruppo, The Smiling Brothers.

Fonte: ilrestodelcarlino.it/
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Messaggio da ottobre_rosso » 23/09/2015, 15:26

Cuoco muore nell’auto contro un albero

La vittima è Dietmar Ferrari, 45 anni di Magré. È uscito di strada alla fine del rettilineo sulla strada di Favogna

Dietmar Ferrari, un cuoco di quasi 46 anni (avrebbe compiuto gli anni il 18 ottobre prossimo) residente a Cortina, ha perso la vita sabato sera poco prima delle ore 21, in un incidente mentre tornava a casa percorrendo la strada provinciale che da Favogna di Sotto, frazione di Magré, porta all’abitato di Cortaccia e nel fondovalle.

La sciagura si è verificata subito dopo l’abitato della frazione, forse a un km dall’albergo “Alla Chiesa” dove l’uomo era stato visto per l’ultima volta, in prossimità di una curva sinistrorsa, dopo un rettilineo.

L’automobile, una Volkswagen Polo, è uscita di strada sulla destra, ha fatto qualche metro in una scarpata, schiantandosi contro un albero.

Il guidatore, che probabilmente non indossava la cintura di sicurezza, è rimasto incastrato per qualche tempo nelle lamiere della sua vettura.

Un automobilista di passaggio, lungo sul luogo dell’incidente, ha dato l’allarme e subito sono accorsi a prestare i primi aiuti i vigili del fuoco volontari di Favogna di Sotto alla guida del capogruppo Kurti Amegg.

Poco dopo sono giunti da Magré altri pompieri. Ma i soccorritori hanno potuto fare ben poco. Si sono rese necessarie le pinze idrauliche per frantumare le barriere metalliche che lo tenevano imprigionato. E’ stato così richiesto l’intervento dei vigili del fuoco volontari di Cortaccia e di Termeno che hanno in dotazione l’attrezzatura adatta. A fatica è stato estratto dalla vettura accartocciata nell’urto il povero cuoco che probabilmente era già spirato. La morte è stata decretata più tardi dal medico della Croce Bianca arrivato all’altopiano da Bolzano.

Ai carabinieri di Egna è toccato il compito dei rilievi di legge. Non sono ancora note le cause della sciagura. Forse una distrazione, o un colpo di sonno o forse un malore hanno fatto sì che il guidatore perdesse il controllo del mezzo infilandosi nella scarpata e quindi contro l’albero. La salma dell’uomo è stata composta ancora nella notte di sabato nella cappella dell’Assunta a Magré, a poche decine di metri dall’abitazione dei genitori.

Dietmar Ferrari lavorava da sedici anni all’albergo “Posta” di Egna. Era separato con un figlio di undici anni.

I genitori, pensionati, vivono,
come accennato, a Magré, in via Strada del Vino. Una famiglia sfortunata quella dei Ferrari. Il 9 ottobre di 9 anni fa, era scomparso per un male incurabile, il figlio maggiore, Norbert, di 47 anni. Ora, in un incidente stradale, è stata la volta di Dietmar.

Fonte: altoadige.gelocal.it/
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