[Osservatorio Cinture] Morti o feriti perchè senza cinture

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Messaggio da Nostromo » 05/12/2008, 11:27

Per quanto riguarda l'episodio di Rossella è vero che le cinture in quel caso sarebbe state probabilmente controproducenti. Dico forse perchè può darsi che con la cintura sarebbe stata sballottata meno all'interno dell'abitacolo mantenendo così una lucdità sufficiente per liberarsi da sola. Ma è solo un'ipotesi, la realtà è che è stata salvata grazie al fatto di non averle allacciate.
E comunque non è normale che un'auto prenda fuoco come una molotov.

Nel caso della cugina dei tua moglie, Ottobre, c'è qualcosa che non mi torna.
Quando il pulmino impatta il fianco dell'auto, l'auto viene spostata verso destra, ma per inerzia il corpo del conducente tende a restare dov'è, quindi sbatte contro la parte sinistra dell'abitacolo ed eventualmente contro il veicolo che impatta.
Quindi Il fatto di avere libertà d movimento alla propria destra al momento dell'urto non mi sembra poi così fondamentale, perchè comunque la botta dell'impatto te la prendi lo stesso. Non è che puoi "scappare" dall'impatto verso destra.
In un caso alla fine del trambusto sarai sul sedile del passeggero e nell'altro sul tuo con la cintura allacciata, ma l'impatto laterale te lo sei beccato tutto in entrambi i casi.
L'unico eventaule vantaggio di non avere la cintura sarebbe nel caso in cui ci si accorgesse dell'impatto un istante prima, in modo da spostarsi un pò verso il centro dell'abitacolo. Ma mi pare una possibilità remota, se ti speronano di lato manco te ne rendi conto,
Quello che fa la differenza invece è l'airbag laterale.

In questo crash laterale si capisce bene.



Alcuni Vigili del Fuoco sono volontari e poco più che ragazzini, pur con grande gratitudine per il lavoro che fanno credo che in quel caso abbia sparato una boiata.

Non mettere la cintura è un suicidio nell 99,9% dei casi, quelli che pensano "non la metto così poi posso scappare" sono sempre i primi ad essere coperti coi lenzuoli bianchi.

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Messaggio da ottobre_rosso » 05/12/2008, 11:43

non so' che dirti Nostromo: purtroppo non ho mai avuto modo di approfondire la questione con la diretta interessata. So' che la botta l'ha presa, eccome, e per il contraccolpo e' stata sbalzata sul sedile a fianco. Di piu' non so' (magari appena ne avro' la possibilita' vedro' di saperne di piu')

p.s.: non commento il video che hai postato perche' non riesco a vederlo :testata
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Messaggio da ottobre_rosso » 27/12/2008, 22:07

Il piccolo Luca è ancora ricoverato all’ospedale Regina Margherita


Il dolore dei nonni e degli zii
«Ci chiede sempre dei genitori»


TORINO 27/12/2008 - Emanuele, il fratello di Serena Barbonaglia (a sinistra nella foto, accanto al marito), e Maria Rita, la nonna di Luca, sono appena usciti dalla stanza del Regina Margherita dov’è ricoverato il nipotino. «Dovremo dirglielo - si dispera Emanuele -, lui ancora non sa che i genitori sono morti. C’è uno psicologo dell’ospedale che ci sta aiutando. Sarà tutto molto difficile».

Immagine

La nonna non si dà pace: «Per ora gli abbiamo detto che papà e mamma stanno male e sono all’ospedale di Cuneo». Luca, che ricorda ogni attimo dell’incidente ha un desiderio: «Voglio uscire di qui e andare a trovare mamma. Le voglio portare un mazzo di fiori, lei adora i gerani. Nonna, per favore, accompagnami a comprarli».
Il ragazzino è lucido e sereno e in certi momenti rivive l’attimo del terribile schianto: «I vigili del fuoco per tirarmi fuori dall’auto mi hanno anche dovuto tagliare il giubbotto, era un regalo».

ÈEmanuele a rivivere la tragedia della vigilia di Natale: «Eravamo a casa e stavamo guardando la televisione. Lo abbiamo saputo dal telegiornale. È una cosa terribile. A quel punto, sperando che non fosse vero, ho preso il telefono e ho cominciato a fare il numero del cellulare di mio cognato. Squillava a vuoto. Poi cadeva la linea. E io continuavo a rifare il numero, in continuazione. Poi, finalmente, dall’altra parte, una voce. Per un attimo ho pensato fosse quella di Maurizio e, per un istante. ho sperato. Invece, a rispondere era stato un carabiniere che cercava di tranquillizzarmi ma, contemporaneamente, mi invitava a raggiungere il luogo dell’incidente. Mi sono sentito morire».

Ora, però, bisogna pensare al piccolo Luca: «Lui si è salvato - conferma Emanuele - solo perché indossava la cintura di sicurezza, mia sorella non si dimenticava mai di allacciargliela». Una fatalità o una manovra colpevole: «Cosa vuole che le dica - aggiunge la signora Maria Rita - l’auto che ha investito viaggiava a più di 130 chilometri, così mi hanno detto i carabinieri. A quell’uomo non so proprio cosa dire e cosa augurare. Intanto, a Luca, mia figlia e suo marito non li restituirà mai nessuno. Cosa volete che facciano a quella persona, gli daranno i domiciliari per un po’ di tempo e tutto finirà lì».

Poi un ricordo: «Pensavo già d’aver pagato un debito grande con il destino. Due anni fa Emanuele, mio figlio, è stato coinvolto in un gravissimo incidente stradale a Mathi ed è stato diverse settimane in coma. Si è salvato per miracolo. Ma ora non fatemi dire altro, dobbiamo pensare a Luca, verrà con noi o con Emanuele. Avrà bisogno di affetto, di calore e di tanto amore».
Poco lontano dal Regina Margherita, al Cto, è ricoverato Claudio Ramonda, l’uomo che ha provocato il grave sinistro. Le sue condizioni, che in un primo tempo erano sembrate non destare particolari preoccupazioni, si sono aggravate: «Non ricorda nulla - dice il padre Angelo - . È stata una cosa tremenda. Andrò a far visita ai parenti delle vittime».
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Messaggio da ottobre_rosso » 27/12/2008, 22:10

Platamona, «Punto» fuori strada: due vittime
Carmelo Angelo Palmas è morto sul colpo, Antonello Coroforo qualche ora dopo



SASSARI. Fuori strada il giorno di Natale, mentre andavano a fare gli auguri a casa di parenti a Platamona. Carmelo Angelo Palmas, 26 anni, è morto sul colpo e Antonello Coroforo, di 32, ha cessato di vivere poche ore più tardi nel reparto di Rianimazione dell’ospedale civile.



Terribile la scena che si è presentata ai primi soccorritori, tra i quali alcuni amici che seguivano a poca distanza su un’altra auto. Carmelo Angelo Palmas e Antonello Coroforo, entrambi sassaresi, sono stati proiettati fuori dalla Punto sulla quale viaggiavano e la polizia stradale - che ha effettuato i rilievi - non ha potuto stabilire con certezza chi dei due fosse alla guida. Secondo i primi accertamenti, però, entrambi non avevano mai sostenuto l’e same per conseguire la patente.

L’ipotesi più probabile - sempre stando alle verifiche ancora in fase di completamento - è che al volante ci fosse Carmelo Angelo Palmas, considerato che l’auto risulta intestata a un suo parente. Il giovane, detenuto nella colonia penale di Mamone (dove stava scontando una recente condanna per problemi di droga), era a Sassari da pochi giorni grazie a un permesso premio per buona condotta in occasione delle festività.

L’incidente si è verificato poco dopo le 21,30 lungo la provinciale che collega Porto Torre con Castelsardo. I due amici procedevano verso Porto Torres e, all’altezza del camping Golfo dell’Asinara, nell’affrontare una curva l’auto ha perso aderenza e ha invaso la corsia opposta, è finita nella pineta dopo avere travolto un palo e centrato un albero, si è ribaltata più volte. I corpi di Carmelo Angelo Palmas e Antonello Coroforo - che forse non indossavano le cinture di sicurezza - sono stati trovati sulla sabbia, a poca distanza uno dall’altro. Il medico del 118 non ha potuto fare niente per salvare la vita a Carmelo Angelo Palmas, troppo gravi le lesioni riportate nello schianto contro un palo della recinzione e poi contro un grosso albero.


Gravissime le condizioni di Antonello Coroforo che, dopo una manovra di rianimazione eseguita direttamente sul posto, è stato trasferito in ambulanza al «Santissima Annunziata» e ricoverato con prognosi riservata. I medici hanno lottato per tenerlo in vita, ma alla fine si sono dovuti arrendere. Poche ore più tardi, infatti, la situazione è notevolmente peggiorata e il giovane ha cessato di vivere intorno all’una. Il magistrato di turno, Michele Incani ha disposto il sequestro della Punto e ordinato l’autopsia sui corpi delle due vittime. Il medico legale dovrà anche stabilire se chi si trovava alla guida era in condizioni psicofisiche normali.

Il tratto di strada dove si è verificato l’incidente, comunque, è già stato teatro di altri incidenti mortali (anche se la maggior parte accaduti nell’altro senso di marcia) e questo conferma la pericolosità di un tracciato dove pioggia e sabbia creano condizioni di forte criticità che mettono a dura prova anche le capacità dei guidatori più esperti. Gli agenti della polizia stradale - che nell’attività di valutazione dell’incidente hanno potuto contare sulla collaborazione di una pattuglia del nucleo radiomobile dei carabinieri, mentre i vigili del fuoco hanno garantito le misure di sicurezza illuminando anche la zona che risulta particolarmente buia - nell’effettuare i rilievi hanno anche considerato l’elevata velocità della Fiat Punto: sull’asfalto non sono state riscontrate tracce di frenata. Una eventualità che porta a valutare l’ipotesi che il conducente dell’auto si sia reso conto solo all’ultimo momento della curva insidiosa e non sia poi riuscito a tenere in linea la Punto che, dopo avere invaso la corsia opposta, si è infilata nella pineta, travolgendo ostacoli e ribaltandosi più volte.

Appena si è diffusa la notizia dell’incidente, a Platamona - tra la prima e la seconda discesa a mare - sono arrivati amici e parenti dei due giovani. Rabbia e disperazione per la morte di Carmelo Angelo Palmas si sono sommate alla preoccupazione per la sorte di Antonello Coroforo. Da subito, infatti, le sue condizioni sono state giudicate particolarmente gravi, tanto da essere considerato in pericolo di vita. Poche ore più tardi anche lui ha cessato di vivere, nonostante la continua assistenza assicurata dai medici del reparto di Rianimazione del «Santissima Annunziata».

Ieri mattina gli agenti della polizia stradale, guidati dal comandante provinciale Raffaele Angioni, sono tornati sul luogo dell’incidente dove hanno eseguito una serie di accertamenti tecnici e completato la delicata procedura dei rilievi. Sulla sabbia ancora pezzi della Fiat Punto ridotta a un ammasso di lamiere.

Poche le testimonianze utili per ricostruire la dinamica: l’unica cosa che si sa è che i due amici, dopo avere festeggiato il Natale, si stavano spostando a Platamona per fare gli auguri a dei parenti. Ancora pochi minuti e sarebbero stati a destinazione.

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Messaggio da ottobre_rosso » 28/12/2008, 18:17

Civitavecchia, giù da cavalcavia
con l'auto: morti 4 ragazzi, uno grave ( Era l'unico con la cintura di sicurezza)


Un volo lungo 25 metri per le vittime tutte tra i 16 e i 21 anni
Tornavano dalla discoteca. Salvo solo il conducente


Immagine

CIVITAVECCHIA (28 dicembre) - La loro auto è precipitata nel vuoto sfondando il parapetto del cavalcavia a Civitavecchia sulla bretella che collega il porto della cittadina lla statale Aurelia. Sono morti così quattro ragazzi che alle prime luci dell'alba viaggiavano a bordo di una Nissan Micra. Un quinto in gravissime condizioni è stato prima ricoverato all'ospedale della cittadina dove è stato sottoposto ad un delicato intervento chirurgico alla milza poi trasferito in eliambulanza all'ospedale San Filippo Neri di Roma.

Si tratta di Juri Capparella, 19 anni, di Tarquinia, il proprietario dell'auto e alla guida della vettura al momento dell'incidente. Il ragazzo ha riportato diversi traumi al torace e al cranio e ha due omeri rotti. La prognosi è riservata. Era l'unico con la cintura di sicurezza. Il giovane, figlio di una coppia separata, da qualche tempo viveva a Civitavecchia con la madre.
Il padre di Capparella è dirigente dei magazzini di abbigliamento Carabetta, dove lavora anche la madre.

Le vittime. Nell'incidente hanno perso la vita Daniele Mercuri, 16enne e suo cugino Indro Mercuri, della stessa età, Giovanni Siena 21enne e Giancarlo Cocciolone, 20 anni. I genitori di Cocciolone gestiscono una stazione di servizio sull'Aurelia.

Tornavano dalla discoteca. I ragazzi stavano tornando a casa dopo una notte trascorsa nella discoteca I Cigni di Ronciglione in provincia di Viterbo. L'autovettura è stata notata da alcuni operai dell'Etruria Servizi che attorno alle 7,30 di stamani stavano andando al lavoro nella zona industriale e hanno dato subito l'allarme. L'incidente potrebbe quindi essere accaduto anche alcune ore prima.

Un volo lungo 26 metri, da un'altezza di 10 metri per la Nissan. Secondo quanto si apprende dalla Polstrada di Civitavecchia intervenuta sul posto insieme ai vigili del Fuoco della caserma Bonifazi, l'automobile è finita contro il guardrail della bretella precipitando dal cavalcavia per circa 26 metri prima di impattare, dopo essersi ribaltata in volo, contro un terrapieno situato sulla strada sottostante, via delle Vigne Nuove a poca distanza dalla discarica gestita dalla municipalizzata Etruria Servizi. La scena che i pompieri si sono trovati di fronte è stata agghiacciante: l'auto ridotta a un ammasso di lamiere contorte, un groviglio dal quale proveniva il rantolo continuo dell'unico sopravvissuto.

La Procura della Repubblica di Civitavecchia ha aperto un'inchiesta per accertare le cause dell'incidente. Tra le ipotesi un colpo di sonno e l'eccessiva velocità nonostante l'asfalto viscido per la pioggia.

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Messaggio da Nostromo » 28/12/2008, 21:13

ottobre_rosso ha scritto:Civitavecchia, giù da cavalcavia
con l'auto: morti 4 ragazzi, uno grave ( Era l'unico con la cintura di sicurezza)
Questo caso è veramente esemplare.
Dovrebbero insegnare ai ragazzi l'utilità della cintura proprio mostrando i casi reali.

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Messaggio da ottobre_rosso » 29/12/2008, 16:15

pur non avendo attinenza col titolo del 3d lo posto per dover di cronaca...

La strage al ritorno dalla discoteca: quattro vittime tra i 16 e i 21 anni
Salvo solo il conducente. Ecstasy e cocaina, poi il volo di 25 metri dal cavalcavia



Civitavecchia, positivo al narcotest il giovane che guidava l'auto

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Messaggio da Nostromo » 29/12/2008, 20:01

Teoricamente con le nuove Leggi dovrebbe finire in galera, perchè ha causato la morte di ben quattro persone guidando in modo pericoloso sotto l'effetto di sostanze psicotrope.

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Messaggio da ottobre_rosso » 29/12/2008, 22:30

[inizio OT] vero, tant'è che è stato accusato di omicidio colposo...[fine OT]
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Re: [Morti o feriti perchè senza cinture] Segnaliamoli qui

Messaggio da santapazienza77 » 07/01/2009, 4:54

Certe volte le cinture non servono a un bel niente......Si deve moderare la velocità......

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