[Osservatorio Cinture] Morti o feriti perchè senza cinture

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Messaggio da ottobre_rosso » 12/01/2009, 16:43

Finisce contro un muro dopo la notte in discoteca

ASFALTO INSANGUINATO. Un giovane perde la vita sulla Padana inferiore a Legnago. Era sull'auto, guidata dal suo datore di lavoro, di Zimella, finita contro un muro. Bonin, alle 3, aveva chiamato il padre: «Sto rincasando». In ottobre era sopravvissuto a un altro incidente


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Verona. Una notte trascorsa in discoteca, al Principe Azzurro di Legnago. Alle tre Paolo Bonin ha chiamato il padre, lo ha tranquillizzato dicendogli che di lì a poco sarebbero partiti. Era uscito con il titolare dell'azienda avicola per cui lavorava ma a Lonigo, in via Adige, il giovane di 25 anni non è più arrivato. Il padre, preoccupato perché alcuni mesi prima il ragazzo aveva avuto un altro incidente, non vedendolo arrivare lo ha chiamato per tutta la notte al cellulare: alle 8 gli hanno risposto i carabinieri di Legnago. Che il figlio era morto in quel tremendo incidente lo ha saputo così.
Una notte in discoteca e poco dopo le 3 Morris Bragato, 31 anni di Zimella e Paolo Bonin di Lonigo hanno imboccato la strada Padana inferiore per far rientro a casa. Una sbandata, l'auto è volata nel campo e rimasta almeno quattro ore senza che nessuno potesse accorgersi di quel che era successo. Paolo è morto, il conducente è ricoverato in gravi condizioni in Rianimazione a Legnago: ha fratture alle gambe e un trauma al torace. Pare che non indossasse le cinture di sicurezza, in seguito all'impatto l'air bag si è attivato e probabilmente è questo che ha causato il forte trauma all'addome e la probabile frattura allo sterno.
Colpa del ghiaccio, probabilmente anche colpa della velocità perché il pick up Isuzu grigio metallizzato di Bragato è sbandato affrontando la curva a San Vito di Legnago, ha attraversato la carreggiata e si è schiantato contro il muretto di recinzione di una casa.
Un impatto tremendo: il muso del fuoristrada si è distrutto, non funzionavano i fari, non funzionava il clacson e la macchina, affondata nel campo un paio di metri sotto il livello stradale, è rimasta fuori dalla visuale fino alle prime luci dell'alba. Morris Bragato, stordito, è riuscito a chiamare il 113 solo alle sette e mezza, probabilmente quando si è ripreso. Era in stato confusionale, non riusciva a spiegare dove si trovasse la macchina e all'agente che gli ha risposto ha detto solo in che direzione stava andando prima dell'incidente, che vedeva il muro di una casa e che sentiva le auto transitare sulla strada. Una pattuglia di carabinieri stava andando a Minerbe perché un ambulante (il mercato settimanale è la domenica) aveva segnalato che il suo posto era occupato da un'auto in sosta e questo gli impediva di posizionare il banco. Sono stati loro a ricevere la segnalazione dalla centrale e una volta arrivati all'altezza di quella curva a San Vito, negli anni diventata tristemente nota perché teatro di numerosi incidenti, nel campo sottostante i militari hanno visto la macchina, o meglio quel che ne restava, era completamente deformata.
Paolo Bonin giaceva sul sedile del passeggero, morto sul colpo. Insieme ai carabinieri è arrivata l'ambulanza allertata da Verona Emergenza, i soccorsi a Bragato sono stati immediati ma per estrarlo dall'abitacolo è stato necessario l'intervento dei vigili del fuoco di Legnago.
Un dramma per la famiglia Bonin: in ottobre Paolo era in auto con Loris Chiarello, un giovane compaesano ma a Sossano Loris si distrasse un attimo per raccogliere un oggetto che era caduto e perse il controllo dell'auto. Non andava veloce ma la Renault Clio uscì di strada e l'impatto nel prato sottostante fu tremendo: entrambi furono scaraventati sul sedile posteriore. Chiarello aveva 22 anni, morì sul colpo, Paolo, ferito ma cosciente, fu trasportato in ospedale. In un primo momento le condizioni non sembravano gravi ma una volta giunto al San Bortolo di Vicenza i medici riscontrarono un forte trauma all'addome e per questo venne operato d'urgenza.F.M. AVEVA 25 ANNI. Paolo Bonin era nell'auto
condotta dal suo datore
di lavoro, rimasto ferito

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Messaggio da ottobre_rosso » 12/01/2009, 16:44

Marito e moglie uccisi, non si dà pace il giovane investitore

Cologno - Guarirà in breve tempo, ma intanto non si dà pace e ripete un mea culpa ossessivo lo studente di 19 anni che l'11 gennaio ha travolto e ucciso con l'auto due coniugi pensionati di 62 e 59 anni, mentre passeggiavano. Accertati nuovi particolari della dinamica. Il ragazzo noto a tutti per la sua tranquillità, anche in macchina.


Guarirà nel giro di un mese M. M., lo studente di 19 anni che alle due del pomeriggio dell’11 gennaio ha travolto e ucciso in auto, a Cologno al Serio, una coppia di pensionati che camminavano lungo la strada: Palma Del Carro, 59 anni, e Pietro Passera, 62. La prognosi va ancora definita ma il giovane studente guarirà presto il giovane studente, si è salvato grazie alla cintura di sicurezza secondo i rilievi dei carabinieri. Mancano ancora i risultati dell’esame tossicologico, anche se M. M., probabilmente, non guidava sotto l'effetto di alcuna sostanza. Ma è comunque distrutto.
Gli amici che gli hanno fatto visita l’hanno sentito pronunciare parole pesanti, un mea culpa ossessivo riguardo alla morte dei due pensionati. Il ragazzo non si dà pace. I carabinieri mantengono il massimo riserbo sulla versione che il giovane ha dato in merito alle cause che gli hanno fatto perdere il controllo della Fiat Marea. Ma sembra che una piccola lastra di ghiaccio all’uscita da una curva della strada provinciale 123 tra Spirano e Cologno possa aver fatto accelerare improvvisamente l’auto, poi impazzita.
Accertati altri particolari: M. M. aveva appena accompagnato la nonna a Spirano e stava rientrando verso Cologno, dove sarebbe passato da casa per poi raggiungere alcuni amici. A differenza di quanto emerso dai primi rilievi, i carabinieri hanno chiarito che anche i due pensionati camminavano verso Cologno e non verso Spirano. Ma erano comunque sul lato opposto della carreggiata rispetto all’auto perché camminavano sul lato sinistro della strada. Marito e moglie hanno solo sentito il rumore di una prima sbandata dell’auto e poi sono stati travolti, forse mentre si stavano voltando per capire cosa stesse accadendo.
M. M. era assolutamente sconosciuto ai carabinieri. Nessun precedente, mai un comportamento fuori posto. Studente di quinta superiore, era chiamato “lumacone” dagli amici proprio per la sua guida attenta e sempre tranquilla. Domenica 11 gennaio, però, forse un’accelerata di troppo e una lastra di ghiaccio, hanno avuto conseguenze drammatiche. I funerali di Pietro Passera e Palma Del Carro saranno celebrati domani, 13 gennaio, alle 13,30 nella parrocchiale di Spirano.

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Messaggio da ottobre_rosso » 17/01/2009, 16:17

Vagava in stato confusionale dopo un incidente d’auto

Salva l’impiegata dell’Asl scomparsa nel nulla per due giorni


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GIAVENO 17/01/2009 - Un sospiro di sollievo per tutti. In molti, avendone perso le tracce per due giorni, avevano pensato al peggio. Invece Filomena Rozza, la 55enne impiegata amministrativa del servizio farmacia dell’Asl To3 presso l’ospedale cittadino scomparsa da mercoledì, è stata ritrovata alle 15,20 di ieri a Pinerolo. Un ritrovamento, però, del tutto casuale, dovuto a un incidente stradale in cui la donna è rimasta coinvolta sulla stradale per Orbassano, all’altezza della rotonda all’incrocio con via Vecchia di Piscina. Fortunatamente, la donna indossava le cinture di sicurezza e, nonostante avesse centrato un palo a lato strada con la sua Toyota Yaris di colore grigio metallizzato, ha riportato soltanto ferite superficiali. E ancor più fortunatamente in quel momento sul luogo dell’incidente passava una pattuglia del nucleo radiomobile della compagnia pinerolese dei carabinieri, impegnata nella perlustrazione del territorio.

Dopo averla fatta uscire dall’auto, i militari hanno chiesto alla signora Rozza che cosa fosse successo e hanno visto che si trovava in stato semi-confusionale. In un secondo momento, però, la donna ha tirato fuori i documenti in modo assolutamente naturale, come se non sapesse che tutti la stessero cercando. Al controllo nell’archivio, ovviamente, ai carabinieri è risultata la denuncia di scomparsa presentata giovedì mattina dalla figlia della donna presso la stazione di Giaveno. Così, insieme al trasporto della ferita al pronto soccorso di Pinerolo, dove è stata medicata e dimessa quasi immediata mente, è scattata anche la segnalazione ai colleghi della compagnia di Rivoli, che hanno provveduto ad avvisare i parenti della scomparsa, che certamente si aspettavano una notizia peggiore di questa.

La signora Rozza non ha saputo fornire alcuna spiegazione della sua sparizione per 48 ore. Tuttavia, la borsa piena di vestiti trovatale in macchina lascia pensare che abbia soggiornato da conoscenti nella zona del Pinerolese.

d.p.


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Messaggio da ottobre_rosso » 02/02/2009, 17:15

Quattro ragazze ferite nel drammatico incidente

Con l’auto volano nel fiume


Le quattro, sembra tutte con la cintura di sicurezza, sono rimaste avvinghiate fra loro in attesa dei soccorsi.


L’incidente a Castiglione della Pescaia, mentre andavano in discoteca Guard rail sfondato dopo una sbandata

GROSSETO. Incidente spettacolare sabato notte a Castiglione della Pescaia, fortunatamente senza conseguenze tragiche. Poco prima dell’una, quattro ragazze a bordo di una Citroen C3, sono finite nel fiume Bruna. Attualmente tutte e quattro le giovani, dai 20 ai 21 anni d’età, sono ricoverate all’ospedale di Grosseto nel reparto di ortopedia, con diverse fratture agli arti superiori e inferiori. La dinamica dell’incidente è ancora al vaglio dei carabinieri. Pare che le quattro ragazze, stessero percorrendo la provinciale sopraggiungendo da Marina di Grosseto.
Dopo essere entrate nel centro abitato di Castiglione, all’imbocco che porta sopra il ponte, la carambola fatale. L’auto ha sbandato sulla sua destra e si è infilata, sfondando il guardrail, tra la spalletta del ponte giù per la scarpata sulla sponda di levante del fiume.
La macchina è rimasta incastrata, arrivando a toccare la superficie del fiume Bruna, dove in quel punto era anche ormeggiata una piccola imbarcazione di tre metri.
Sulla strada non sembrano esserci tracce di frenata. Le quattro, sembra tutte con la cintura di sicurezza, sono rimaste avvinghiate fra loro in attesa dei soccorsi.
Sul posto la prima ad arrivare è stata l’autoambulanza della Croce Rossa di Castiglione della Pescaia, poi i Vigili del Fuoco di Grosseto, con una squadra di sommozzatori e i Carabinieri.
Difficoltose le operazioni per recuperare le sfortunate protagoniste dell’incidente. A dare l’allarme sono stati alcuni pescatori, che, in quel momento, erano proprio nei pressi del luogo dell’incidente; il botto è stato sentito anche nel centro del paese.
Al di là delle ferite e delle contusioni riportate dalle quattro ragazze, l’incidente poteva essere ben più tragico. La macchina infatti poteva centrare la spalletta, larga un paio di metri, del ponte, e in quel caso i traumi per le occupanti dell’auto potevano essere ben peggiori.
I lavori con il carro attrezzi per recuperare l’auto, completamente distrutta, sono durati diverse ore. Anche la circolazione è stata interrotta.
Sembra che le quattro ragazze, dopo aver passato la serata insieme, si stessero dirigendo verso una discoteca di Punta Ala.

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Messaggio da ottobre_rosso » 09/02/2009, 16:35

A Pesaro un pirata della strada...sfortunato

09/02/09 Pesaro (PU) - A Pesaro ieri sera un brutto incidente che, però, per fortuna dell'investita non ha avuto grosse conseguenze. Una ragazza 26 enne stava transitando con la sua auto quando un'altra macchina, ad alta velocità, l'ha investita facendole addirittura capovolgere la vettura. Dopo l'urto, lei è riuscita ad uscire dal veicolo e ad oggi non ha brutte ferite, forse per merito della cintura di sicurezza allacciata; il suo investitore, fuggito dopo l'accaduto, ha invece avuto la sfortuna di perdere la targa, e quindi di essere subito raggiunto.


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Messaggio da ottobre_rosso » 27/04/2009, 6:39

Incidente: muore a 20 anni Grave la fidanzata di 17. Viaggiavano senza le cinture di sicurezza

come riportato dalla new...


FIGINO SERENZA Un ventenne è morto, la sua fidanzata di 17 anni lotta per la vita all’ospedale: è questo il tragico bilancio di un incidente stradale avvenuto sulla superstrada 36 a Molteno nella notte tra sabato e ieri.

La giovane vittima si chiamava Mirko Montorfano e abitava a Figino Serenza in via Mazzini. La sua ragazza, anche lei di Figino Serenza, è ricoverata in prognosi riservata all’ospedale Manzoni di Lecco. I due fidanzati viaggiavano sulla Fiat 500 Abarth condotta da Davide Lo Bosco, 19 anni, loro compaesano che a fianco aveva la sua ragazza, Fabiola, coetanea e pure lei di Figino. I quattro con altri amici avevano passato la serata a Lecco e stavano tornando a casa, avevano imboccato la superstrada in direzione Milano. Due le auto della comitiva, davanti viaggiava la 500 e dietro l’altra. Attorno all’1 e 20, nel territorio del comune di Molteno, in fase di sorpasso il guidatore della Fiat 500, a causa anche della velocità, perdeva il controllo dell’auto. Sbandava verso sinistra invadendo la banchina erbosa. Poi nel tentativo di rientrare verso destra l’auto ormai fuori controllo andava a sbattere violentemente contro il guard rail di destra e rimbalzava nella corsia di sorpasso. Nella violenta carambola i due giovani che erano sul sedile posteriore e che non avevano le cinture di sicurezza allacciate venivano catapultati fuori attraverso il portellone.

Restavano invece del tutto illesi i due giovani che erano davanti e che sono stati salvati dalle cinture di sicurezza allacciate. Partito l’allarme sul posto arrivavano il personale sanitario e i mezzi inviati dal 118. Le condizioni di Mirko Montorfano apparivano subito disperate per le devastanti ferite riportate. Purtroppo è stata inutile per lui la corsa dell’ambulanza all’ospedale, dove il ventenne è arrivato ormai senza vita. La sua fidanzata è stata soccorsa e portata all’ospedale dove è ricoverata in rianimazione in prognosi riservata. Le sua condizioni sono rimaste strabili nella giornata di ieri. Per gli altri due occupanti solo un passaggio all’ospedale di Erba per un controllo e sono stati dimessi.
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Messaggio da SicurAUTO » 24/06/2009, 9:22

Dalle news di Sicurauto.it

Sanremo - Una Peugeot 308 con due persone a bordo ha invaso la corsia opposta colpendo frontalmente una Ford Focus che traportava un famiglia di tre. Sul posto oltre ai medici del 118, la Croce Rossa e la Croce Azzurra di Vallecrosia.

Incidente questo pomeriggio nella città delle palme. Sulla via Romana, una Peugeot 308 con due persone a bordo ha invaso la corsia opposta colpendo frontalmente una Ford Focus che traportava un famiglia di tre. L'auto non ha nemmeno avuto il tempo il tempo di frenare. Nel violento scontro sono rimaste gravemente danneggiate le due automobili. A riportare i traumi più gravi è stata una donn a bordo della Pegeut. Si tratta di una donna di 35 anni, S.M. che si trovava nel sedile posteriore a dormire senza cintura di sicurezza. Alla guida il padre S.F. di 66 anni, che rispetto alla figlia è uscito ferito lievemente. Lei invece ha riportato la rottura del setto nasale e la sospetta frattura del bacino. A bordo della Ford, al posto di guida c'era S.I. di 47 anni che stava viaggiando con i genitori, la madre, V.E. di 79 anni, e il padre, S.G. di 82 anni. Il conducente della Ford, un 47enne, ha subito lamentato un forte dolore al collo. I due anziani genitori non hanno riportato serie conseguenze. Sul posto oltre ai medici del 118 sono intervenute due squadre, la Croce Rossa di Bordighera che ha provveduto al trasporto della famiglia e la Croce Azzurra di Vallecrosia che ha provveduto alle altre due persone coinvolte. I primi tre sono stati poi trasportati in pronto soccorso a Bordighera per gli accertamenti di routine. La 35enne ferita è stata trasportata in ambulanza dalla Croce Azzurra al pronto soccorso di Sanremo, con a bordo il padre, cheha voltuto accompagnare la figlia.
Come si vede anche sul sedile posteriore sono importantissime le cinture di sicurezza...
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Messaggio da ottobre_rosso » 21/08/2009, 16:02

Auto capotta, senza cinture 3 volano fuori, muore 18enne

Tre dei quattro occupanti la vettura pare fossero senza cinture di sicurezza. L’unico ad averla era il conducente che è rimasto leggermente ferito ed ha dato l’allarme. L’incidente nella notte attorno all’una sulla superstrada tra Savona e Vado Ligure, a Bossarino. La vettura si è rovesciata. Sull’auto pare di fosse una cassa di birra. La vittima, Luca Ricca era residente a Quiliano

La vittima, Luca Ricca, 18 anni. era residente a Quiliano. Tre dei quattro occupanti la vettura (3 ragazzi e una ragazza) pare fossero senza cinture di sicurezza e sono stati sbalzati fuori dall’auto, capottata su una rotatoria. L’unico ad essere assicurato con le cinture era il conducente di 19 anni, che è rimasto leggermente ferito ma è riuscito a dare l’allarme. L’incidente si è verificato la scorsa notte attorno all’una sulla superstrada tra Savona e Vado Ligure, a Bossarino.

Al vaglio della polizia le cause dell’incidente che potrebbe avere la velocità e una sbandata, un colpo di sonno, come causa o concause determinanti.

L’incidente, come detto, sulla cosiddetta superstrada. L’auto, una Yaris, si è capottata dopo avere urtato anche la rotatoria. all’altezza della motorizzazione civile. Un impatto violento che ha catapultato fuori i tre occupanti che pare fossero privi delle cinture di sicurezza. Per Luca Ricca non c’è stato scampo a causa delle lesioni toracoaddominali e craniche subite nell’impatto dell’auto e dopo essere stato catapultato fuori.

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Messaggio da ottobre_rosso » 31/08/2009, 16:05

dalle news...

Testacoda in tangenziale, muore una ragazza incinta di cinque mesi


La 22enne non portava la cintura a causa dell'avanzato stato di gravidanza: sbalzata fuori dall'abitacolo

MILANO - Una giovane donna al quinto mese di gravidanza è morta a Milano in seguito ad un incidente stradale avvenuto lunedì mattina presto sull'autostrada A7, nel tratto di tangenziale che porta al capoluogo lombardo. Il terribile incidente è avvenuto attorno alle 6. S.V.C., 22 anni, in attesa di un figlio, viaggiava a bordo di una Citroen C2 guidata dal compagno, A.R., 26 anni. Secondo una prima ricostruzione l'autovettura, che si trovava sulla terza corsia, quella di sorpasso, forse per l'alta velocità ha sbandato urtando più volte il guard-rail ed entrando in testacoda. La giovane, che probabilmente non aveva allacciato la cintura di sicurezza proprio a causa della avanzata gravidanza, è stata sbalzata fuori dall'abitacolo.

I SOCCORSI - Inutili i soccorsi e il delicato intervento chirurgico al S.Raffaele: alle 9.30 la ragazza è morta e non si è potuto salvare neanche il bimbo che portava in grembo. Il compagno è stato invece ricoverato alla clinica Humanitas di Rozzano, nell'hinterland milanese, e ha dichiarato che andava veloce perché «aveva molta fretta». Sono in corso accertamenti per chiarire la dinamica dell'incidente e il Pm Isidoro Palma ha disposto l'autopsia sul corpo della donna.
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Messaggio da ottobre_rosso » 04/09/2009, 15:45

dalle news...


Padova. Lo schianto della Porsche, corsa mortale senza cinture di sicurezza

Secondo i primi accertamenti, i tre ragazzi non erano assicurati ai sedili dell’auto sportiva

PIOVE DI SACCO (Padova) (4 settembre) - I tre ragazzi coinvolti nello schianto con la Porsche, che è costato la vita a Thomas Fiorin, ventenne di Cambroso, probabilmente non indossavano le cinture di sicurezza.
Il dato sembra confermato dal fatto che le cinghie dell’auto sportiva, intestata al nonno di un altro giovane rimasto ferito, Bruno Vivarini, non risultano tranciate.
La loro integrità funziona come una specie di "prova del nove" in questi casi, in quanto una delle prime operazioni messe in atto dai soccorritori del Suem 118, quando si tratta di recuperare delle persone all’interno di un abitacolo, è quella di tagliare le cinture di sicurezza. Ma né Bruno, né Thomas, né la sua ragazza erano in qualche modo vincolati da esse.

Un particolare che suona comunque insignificante, oggi, che Thomas non c’è più e che la sua scomparsa ha gettato nello sconforto il papà Adriano Fiorin, la mamma Carla Coletto, le sorelle Catia e Miledi e chiunque lo avesse conosciuto.
I funerali non sono ancora stati fissati. I genitori attendono per stamattina il nulla osta della Procura, che sta svolgendo tutte le indagini per far chiarezza sulla dinamica dello schianto, sulle cause, sul fatto che chi conducesse fosse sobrio e che l’auto fosse regolarmente assicurata. Intanto l’altra sera nella chiesa di Cambroso, dove Thomas sarà salutato per l’ultima volta probabilmente domani o lunedì, si è svolta la prima veglia funebre con la recita del rosario.

Tutto il paese si è stretto attorno alla famiglia Fiorin, conosciuta e stimata nella zona per l’attività di terzista del padre, alla quale collaborava anche Thomas, e per la loro passione per gli ultraleggeri, che li ha portati alla realizzazione di un campo di volo nella proprietà di via Cambroso. Non hanno voluto mancare nemmeno gli amici del giovane, gli ex compagni delle medie e dell’istituto De Nicola dove si era diplomato geometra. È stato tremendo ritrovarci in un momento così tragico - racconta un’amica - Nel vedere i genitori di Thomas così affranti, con lo sguardo perso alla ricerca della loro perla mi ha distrutto. Io, da parte mia, non riesco ancora a credere che lui non ci sia più. Voglio rendermene conto il più tardi possibile».

«Poche settimane fa eravamo in Croazia a divertirci – le fa eco un altro ragazzo - È stata una delle vacanze più belle della mia vita. Thomas era sempre allegro, sorridente, pieno di entusiasmo e di energia positiva ma, allo stesso tempo, assennato e responsabile. Voglio ricordarlo così per sempre».
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